1,4 mln di euro sottratti al Ministero della Salute e giocati alle slot. Arrestato per peculato funzionario ministeriale.

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Arrestato per peculato il funzionario del Ministero della Salute che si è intascato quasi 1,4 milioni di euro. L’uomo si appropriava dei rimborsi delle spese di viaggio sostenute dal personale ministeriale, per poi spenderli al gioco.

L’ordinanza in questione è stata eseguita dai militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza oggi, 1° aprile, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma. Secondo quanto si legge in una nota delle Fiamme gialle, “le indagini avviate a seguito di approfondimenti antiriciclaggio relativi a transazioni finanziarie anomale, hanno consentito di appurare che il citato funzionario, incaricato di istruire le pratiche di rimborso delle spese di viaggio sostenute dal personale ministeriale, negli ultimi due anni ha fatto confluire sui conti correnti personali somme per ben 1.395.000 euro. Il dipendente infedele aveva ideato un piano ingegnoso pur nella propria semplicità: una volta ricevute le fatture dalle società che avevano reso servizi al Ministero, provvedeva a falsificarle, inserendo nei mandati di pagamento il proprio Iban bancario in luogo di quello del reale beneficiario. Egli curava in prima persona la pratica amministrativa, seguendola nel relativo iter e interloquendo spesso con i vari uffici ministeriali, presso i quali godeva di fiducia e credibilità, essendo il principale referente per tali trattazioni”.  In altri casi, si legge ancora nella nota, il funzionario “produceva giustificativi di spesa relativi a missioni in realtà mai svolte, delle quali, grazie alla sua consolidata conoscenza della ‘macchina ministeriale’, riusciva comunque a ottenere la liquidazione.Gli importi illecitamente confluiti sui conti personali venivano poi in gran parte utilizzati per effettuare operazioni di gioco presso diverse sale videolottery di Roma. Alcune somme sono state invece trasferite sui conti correnti dei propri familiari. Oltre all’arresto è stato eseguito un sequestro dei conti correnti, beni mobili e immobili nonché valori dell’indagato per un importo complessivo di circa 200mila euro. In tale circostanza, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati anche perquisiti i luoghi nella disponibilità dell’indagato, incluso il suo ufficio ministeriale. Le ipotesi di reato contestate sono quelle di peculato e autoriciclaggio”.

La Redazione

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