Acadi e Astro al fianco dei lavoratori del comparto gioco nella manifestazione barese contro legge regionale

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Non solo Acadi ma anche Astro al fianco dei lavoratori del comparto del gioco lecito nella manifestazione indetta domani a Bari. Una protesta contro la legge regionale 13/12/2013 considerata deleteria per l’intero settore e dell’imminente scadenza della proroga del prossimo 15 giugno. Solo ieri Acadi scriveva così in una nota “A fronte della inidoneità dello strumento (distanziometro, ndr) e dell’errore tecnico che lo caratterizza, consentire la cancellazione della sostanziale totalità dell’offerta legale attualmente esistente significa aprire le porte all’offerta illegale, significa far chiudere aziende del territorio sane e significa far licenziare il personale con cui le medesime svolgono attualmente per lo Stato funzioni di incaricato di pubblico servizio nell’espletamento di attività per la distribuzione di prodotti controllati, per la raccolta di informazioni per il contrasto all’antiriciclaggio, per la tracciabilità dei flussi finanziari, per la raccolta di un gettito erariale unanimemente riconosciuto da emersione”.

Oggi l’associazione As.Tro comunica in una nota che aderirà alla manifestazione fortemente voluta dai sindacati Filcams, Cgil e Fisascat Cisl Puglia invitando: “tutti i propri iscritti e i relativi dipendentia partecipare anch’essi numerosi: sarà l’occasione per mostrare alle istituzioni regionali che, quando si parla di gioco, si parla anche di una realtà fatta di migliaia di persone che, in Puglia, sono costrette a lottare per difendere il proprio diritto al lavoro e rappresentano l’unico argine all’offerta illegale che, giorno dopo giorno, continua ad avanzare. La manifestazione, che si terrà in coincidenza della seduta del Consiglio regionale – continua As.Tro – vuole denunciare gli effetti distorti che verrebbero prodotti da una normativa che avvantaggerebbe solo il business del gioco illegale mentre costringerebbe le aziende legali a chiudere e a licenziare i propri dipendenti. Premessa la dimostrata inefficacia degli strumenti restrittivi introdotti dalla normativa regionale, nel lasso di tempo intercorso da fine ottobre ad oggi, non è stata trovata alcuna soluzione che sia in grado di contemperare le esigenze di salvaguardia della salute pubblica con quelle di tutela dell’ occupazione e della libertà economica”.

La Redazione

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