All’ippodromo Breda vige la regola: non c’è nessuna regola! La denuncia di Celin

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“Come mai non e’ stato applicato il DM del 21 settembre 2018, n.66046, per l’approvazione di ogni singolo contratto con le società che gestiscono gli Ippodromi tramite specifico Decreto direttoriale? Perche’ l’ufficio Ministeriale Pqai6, preposto per la tutela ed il benessere del cavallo, è ancora senza dirigente?Perchè nel recente decreto legislativo 53561 del 28/07/2015, si parla solamente del finanziamento in favore delle società di corse e della classificazione degli ippodromi e NULLA per quanto concerne la tutela del cavallo?” A sollevare i quesiti è Sergio Celin, portavoce del comitato padovano contro il doping e la macellazione dei cavalli da corsa (http://cifonenews.it/riapertura-del-breda-in-sordina-celin-ne-denuncia-ancora-la-mala-gestione/). “Ritengo – spiega Celin – che in un periodo come l’attuale, di una drammatica emergenza che ha sconvolto il nostro Paese a causa della pandemia da Covid19, sia lecito adottare anche dei provvedimenti ECCEZIONALI da parte dello Stato, a tutela dei suoi cittadini, dei lavoratori e nel caso in oggetto, anche dei cavalli da corsa.

La credibilita’ dell’Ippica passa attraverso il rispetto riservato ai cavalli da corsa! Ministra Bellanova le corse dei cavalli sono sovvenzionate con soldi pubblici (di tutti i cittadini!) e che la finalità di un’ ippodromo è quella di creare spettacolo. E’ lecito sapere in base al Decreto Dipartimentale del 28 dicembre 2018, n.3466, quale criterio abbiano usato gli Uffici del Suo Ministero, per decidere di erogare oltre 800.000 euro di sovvenzioni all’anno(considerato che di ispezioni sul posto, non ne avete ancora fatte a tutt’oggi, per verificare la situazione logistica dell’impianto), per l’Ippodromo “Breda” di Padova, gestito dal “Gruppo Paolo Coppiello”, in attuazione del D. M. 21 Dicembre 2018,n.12566? Quali “garanzie” puo’ offrirLe una persona che nella vita ha “conosciuto” i Cavalli da corsa,solamente grazie alla sua attività di commercio del letame o magari per averli “apprezzati” a tavola (visto che proviene da una delle famiglie venete più famose nel commercializzare la carne di Cavallo!),non essendo MAI stato il Paolo Coppiello un allevatore, proprietario, allenatore, artiere, maniscalco, veterinario? Ha preso visione se il “Gruppo Paolo Coppiello”, nella veste di gestore e responsabile dell’impianto,ha provveduto all’aggiornamento del DVR (Documento Valutazione Rischi), secondo le norme dettate dall’art. 2087 del C.C.?Nel caso di un malaugurato contagio da Coronavirus, all’interno delle scuderie dell’Ippodromo “Breda”, non vale la disciplinare dell’Inail che equipara il contagio, come fosse un normale infortunio sul lavoro,ma per il gestore potrebbe configurarsi il rischio di una denuncia penale. Per tutti questi motivi, Le chiedo: il “Gruppo Paolo Coppiello” controlla l’accesso alle scuderie nelle giornate di corse?2)Quale personale usa per effettuare i dovuti controlli? 3)E’ in possesso del relativo “badge” da consegnare a tutti coloro che sono autorizzati ad entrare nelle scuderie (cosi’ come previsto nel Regolamento del Mipaaf), che contiene il nominativo, la foto e la qualifica rivestita e che deve essere SEMPRE esposto per i relativi controlli da parte del personale autorizzato dalla società di corse, l’unica responsabile nel caso di incidenti? 4)Il “Gruppo Paolo Coppiello” ha in dotazione del personale adeguato e regolarizzato, per controllare l’apposito ed obbligatorio registro da tenere all’entrata delle scuderie,dove annotare tutti i nominativi ed i dati dei presenti, con la firma dell’interessato?”.

La Redazione

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