Approvato l’emendamento di modifica della legge regionale Puglia sul gioco. Il parere di Ugo Cifone

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Il Consiglio Regionale della Puglia nella seduta consiliare del 05.06.2019 ha finalmente approvato importanti modifiche ed integrazioni alla legge sul distanziometro che non garantiva gli interessi degli operatori di settore.
Il buon senso, che in questi mesi è stato evocato dal mondo delle
associazioni, finalmente è stato protagonista indiscusso dell’emendamento; se per un verso occorreva preservare il diritto alla salute, dall’altro urgeva salvaguardare il diritto al lavoro e gli investimenti effettuati.
Certamente deve considerarsi saggia la decisione del consiglio di favorire
le attività che hanno realizzate aperture a partire dall’anno di promulgazione della stessa legge regionale (2013) nonchè dall’anno di emanazione della sentenza della Corte Costituzionale che si pronunciava
in ordine alla legittimità della medesima Legge Regionale (2016) non poteva imporsi una chiusura dell’attività coattiva su un presupposto retroattivo della norma dopo aver superato il vaglio dell’anticostituzionalità. Le nuove aperture dovranno ad ogni modo rispettare il limite di 250 mt anziché 500 mt da istituti scolastici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto; “restano valide le autorizzazioni comunque concesse prima dell’entrata in vigore della presente disposizione” si legge al comma 1 dell’art. 1 dell’emendamento salva negozi.
Può finalmente dirsi scongiurata la procedura di chiusura per tante attività scese in campo a protestare in difesa dei propri diritti. Si alla formazione dei punti gioco tenuti, entro sei mesi e con cadenza biennale, a frequentare corsi di formazione sulle normative di settore e sulla prevenzione del gioco patologico.
Resta confermato il divieto di pubblicità del gioco: no all’esposizione di cartelli fuori dai locali che pubblicizzano possibilità di vincite o vincite realizzate.
Aspetto questo alquanto discutile e controtendenza se si considera la costante presenza in tv della promozione esplicita del gioco; non a caso vengono studiate pubblicità ad effetto e mirate appositamente
a “consigliare di giocare con moderazione e consapevolezza che il gioco può provocare dipendenza” e quindi comunque giocare! In un panorama garantista della tutela del giocatore e di prevenzione
della ludopatia non condivido affatto il divieto menzionato ma posso considerarmi molto soddisfatto del risultato raggiunto con l’auspicio di raggiungere un’uniformità legislativa nazionale e buoni
risulti anche in ambito fiscale che resta ancora una nota dolente per i centri.

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Ugo Cifone

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