Arezzo, Mattesini: “Il Comune è totalmente disinteressato alla dipendenza dal gioco d’azzardo”

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“Il Comune di Arezzo è totalmente disinteressato alla dipendenza dal gioco d’azzardo. Migliaia le persone coinvolte, 150 quelle che sono in cura al Serd della Asl, 121 i milioni di euro che vanno in fumo ogni anno: I dati del 2020 (quelli del 2021 non sono stati ancora diffusi) sono stati spesi in gioco d’azzardo 73 milioni e 453mila euro in gioco fisico e 48milioni e 159mila euro in gioco d’azzardo online. Il tutto nel Comune di Arezzo.” E’ la denuncia di Donella Mattesini consigliera comunale Pd di Arezzo che aggiunge: “La crisi economica accentua il tentativo di trovare vie di uscita improbabili e il gioco d’azzardo finisce per diventare un ulteriore fattore di impoverimento delle famiglie maggiormente esposte al disagio sociale, arrivando a dilapidare tutto il proprio patrimonio ed a perdere anche la casa. Coinvolti nel gioco sono persone di tutte le età, giovani ed adulti e per molte quella che sembrava “solo una abitudine” si trasforma in una “patologia”. La ludopatia rappresenta infatti una vera e propria mina per la stabilità di molte famiglie ed un dramma sociale. Il gioco d’azzardo non è un destino e la patologia può e deve essere prevenuta. Prevenire vuol dire parlarne, informare sui rischi, controllare i gestori delle attività per gli orari, ecc., ed anche il controllo online. Tutte competenze – sottolinea la Mattesini – che spettano all’amministrazione Comunale che, anche su questo problema, è totalmente assente, diversamente dalle precedenti  Giunte di centrosinistra che su questo dramma sociale avevano attivato campagne di sensibilizzazione ed attenti controlli”.

Intanto venerdì 4 marzo a partire dalle ore 9.30 Anci Toscana terrà un incontro online per proseguire il confronto e il dialogo sul ruolo dei comuni nella costruzione di politiche di prevenzione al gioco d’azzardo patologico.

L’incontro che si sviluppa all’interno del Piano Regionale di contrasto al Disturbo da Gioco d’Azzardo, sarà l’occasione per condividere il percorso per la costituzione della Comunità di pratica nella regione Toscana anche attraverso un percorso di formazione comune e di condivisione di buone pratiche che coinvolga le amministrazioni comunali con particolare riguardo agli uffici del SUAP e alle Polizie municipali.

La Redazione

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