Ati: “Riaprire presto, in sicurezza, con la certezza di una data”

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“Dobbiamo riaprire presto, in sicurezza, con la certezza di una data, di una fiscalità più equa e di poter svolgere il nostro lavoro a favore dello Stato con garanzia di continuità e uniformità di condizioni sul territorio nazionale”. Lo scrive l’associazione temporanea d’impresa (Ati), che riunisce gestori di apparecchi e di sale, in vista della manifestazione di questo pomeriggio in piazza Montecitorio. A scendere in strada saranno solo donne, così come accadrà a fine mese a Milano (http://cifonenews.it/ripresa-gioco-ati-per-manifestazione-a-milano-ma-limpresa-del-gioco-e-ferma-in-tutta-europa/).
“Intendiamo far comprendere la gravità dello stato delle nostre aziende, che hanno investito ingenti risorse facendo legittimo affidamento su concessioni e autorizzazioni dello Stato e che oggi si trovano al collasso, senza possibilità di continuare a garantire il posto di lavoro ai propri dipendenti, che riteniamo debbano avere la stessa dignità di tutti gli altri lavoratori”, scrivono gli organizzatori, chiamando a raccolta gli operatori del gioco. “Dobbiamo riaprire presto, in sicurezza, con la certezza di una data, di una fiscalità più equa e di poter svolgere il nostro lavoro a favore dello Stato con garanzia di continuità e uniformità di condizioni sul territorio nazionale.
L’associazione temporanea d’imprese che abbiamo costituito è destinata solo alla promozione e gestione di questa iniziativa, che provvederemo a svolgere solamente ottenuti i permessi delle autorità, e che verrà gestita nel pieno rispetto di tutte le norme anti-assembramento dettate dall’emergenza Covid”.

La conferma della crisi del settore giochi arriva dal Bollettino sulle entrate tributarie erariali appena pubblicato dal ministero dell’Economia e delle finanze. Nei primi 11 mesi del 2020 le entrate relative ai “giochi” ammontano a 9.151 milioni di euro, con un calo di 4.917 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2019, pari al 35 percento in meno. Un duro colpo non solo per l’occupazione nel settore ma anche per le casse dello Stato.

La Redazione

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