Bari, slot e mafia. Mega blitz, 36 arresti, sequestrati 7,5 mln

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L’anno nuovo inizia con un mega blitz a Bari che ha portato all’arresto di 36 persone. Gli storici clan della criminalità barese avevano messo le mani sul settore dei giochi. I membri, appartenenti ai clan baresi, Anemolo, Strisciuglio e Capriati, avevano concentrato i propri interessi sull’installazione e sulla gestione degli apparecchi di intrattenimento nei negozi e nelle sale gioco in città. Lo ha accertato la Guardia di finanza al termine di un’inchiesta, coordinata dalla Dda di Bari, dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari e dal Gico.
Oltre agli arresti, i finanzieri di Bari e dello Scico di Roma stanno eseguendo sequestri di beni per un valore complessivo di oltre 7,5 milioni.

Secondo quanto riporta la stampa regionale (https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/bari/1197704/bari-sale-giochi-e-slot-in-mano-ai-clan-36-arresti-sequestri-per-7-5-milioni.html) sul blitz avvenuto all’alba “L’imprenditore barese B. D., socio di fatto di imprese e sale giochi a Bari e provincia, usufruendo della fama criminale dello zio pregiudicato, ritenuto tra i reggenti del clan Strisciuglio, avrebbe gestito per anni in modo quasi monopolistico il mercato delle videolottery sull’intero territorio. Entrambi, zio e nipote, sono finiti oggi in carcere insieme con altre 25 persone, prevalentemente affiliati a clan mafiosi della città, nell’operazione della Guardia di Finanza ‘Gaming Machine’. Gli arresti domiciliari sono stati invece concessi ad altri 9 indagati. Agli indagati, in totale 49, sono contestati, a vario titolo, i reati di illecita concorrenza con violenza e minaccia, con l’aggravante del metodo mafioso, estorsione, riciclaggio, usura, contrabbando di sigarette e detenzione abusiva di armi clandestine. I fatti contestati risalgono agli anni 2012-2019. L’ordinanza d’arresto è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista”.

Stando alle indagini di Gico e Scico della Guardia di Finanza di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dalla pm della Dda di Bari Bruna Manganelli, i clan mafiosi “si sono divisi – si legge dagli atti – il territorio barese in zone di influenza, reciprocamente rispettate, per acquisire in modo esclusivo e monopolistico (direttamente o indirettamente tramite imprenditori collusi) la gestione o comunque il controllo della distribuzione delle apparecchiature da gioco (videopoker, slot machine) nei locali pubblici e delle sale gioco autorizzate (gestione dei totem e delle VLT videolottery)», anche attraverso l’estromissione di altri imprenditori concorrenti operanti nello stesso settore.

“Si tratta di un risultato straordinario” ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, riferendosi al blitz. “Desidero esprimere – ha aggiunto il Governatore – il mio compiacimento e il mio plauso per l’ottimo lavoro svolto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dal G.I.C.O nell’operazione portata a temine questa mattina. Ha permesso di garantire alla giustizia frange importanti della criminalità organizzata barese che operavano nel settore delle slot machine installate in tantissime attività commerciali della città. Dobbiamo continuare su questa strada – ha concluso Emiliano – che è quella giusta, perché la rete della legalità prevalga su quella del crimine”.

La Redazione

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