Breton (Ue) presenta il passaporto sanitario. In Italia si litiga sui vaccini

216 0

L’immunità di gregge dal coronavirus dovrebbe essere ottenuta entro metà luglio. E’ la previsione di Thierry Breton, commissario Ue al mercato interno e capo della task force sui vaccini. Parlando con la radio francese Rtl, Breton ha detto inoltre che la prossima estate dovrebbe “essere simile a quella dell’anno scorso” grazie alle campagne vaccinali in corso nell’Unione europea.

Inoltre si potrà viaggiare con un passaporto vaccinale che lo stesso Breton ha mostrato. Il primo ‘passaporto sanitario’ europeo sarà disponibile in tutta l’Unione europea “tra due-tre mesi”. Intervenendo ad una trasmissione sulla radio francese Rtl, il commissario europeo al Mercato interno ha fatto vedere un prototipo del documento che sarà disponibile sia in versione cartacea che per smartphone. Sul documento, un codice QR e il tipo di vaccino effettuato. Per chi non ha ancora o non ha voluto effettuare il vaccino contro il coronavirus ci sarà il risultato dell’ultimo tampone effettuato (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/03/28/breton-immunita-di-gregge-in-europa-entro-meta-luglio-_db243447-ec27-44e2-9211-ce6ff316b0a7.html).

Intanto in Italia si litiga sui vaccini. Per cercare di trovare la quadra e il famoso “cambio di passo” promesso dal nuovo governo, oggi il premier Draghi incontrerà i governatori di Regione. L’obiettivo è quello di raggiungere le 500 mila somministrazioni al giorno, visto che nella prossima settimana arriveranno quasi 3 milioni di dosi. L’incontro tra premier e Regioni servirà a superare divisioni e incomprensioni, dopo la strigliata del presidente del Consiglio ai territori per i ritardi e le differenze nelle somministrazioni, “difficili da accettare”. Un vertice che arriva con l’esecutivo impegnato a mettere a punto il decreto legge con le misure che saranno in vigore dopo Pasqua: un provvedimento che dovrebbe essere pronto a metà settimana e potrebbe prevedere una sorta di verifica a metà aprile per valutare la possibilità di riaprire, se la situazione epidemiologica lo consentirà, alcune attività prima di maggio, a partire da bar e ristoranti a pranzo. L’incontro tra Draghi, i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e le Regioni servirà dunque a ribadire le priorità indicate dal piano nazionale e a mettere a punto la mosse per i prossimi giorni, seguendo la strategia del doppio binario indicata da Figliuolo: hub e punti vaccinali nelle città, postazioni mobili per raggiungere in maniera capillare i paesi e le zone più isolate. Con l’arrivo di oltre un milione di dosi di Pfizer, oltre 500 mila di Moderna e 1,3 milioni di AstraZeneca, i territori avranno quei vaccini che chiedono da settimane per poter far decollare la campagna. Ma proprio per questo non si può sbagliare e dunque, è il messaggio del governo, lo Stato è pronto ad intervenire con militari e volontari in caso di difficoltà. Senza “mettere divieti e minacciare misure”, come ha detto Draghi venerdì scorso, ma lavorando tutti insieme e seguendo un unico criterio che è quello dell’età. Le Regioni porteranno le loro richieste, prima tra tutte la redistribuzione delle dosi in base alla popolazione, e ribadiranno che governo e territori hanno gli stessi interessi e gli stessi obiettivi.

La Redazione

Nessun commento

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *