Brugnaro: “600 euro per le partite Iva sono briciole”. Barretta: “Non è il momento della polemica”

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“I soldi stanziati per gli ammortizzatori sociali basteranno forse per un solo mese, i 600 euro per le partite iva sono veramente briciole, occorrono semplificazioni normative da rivedere per sburocratizzare i processi di ripartenza”. A dichiararlo qualche giorno fa è stato Brugnaro, sindaco di Venezia commentando i provvedimenti del governo per affrontare l’emergenza economica provocata dalla pandemia da Covid- 19(https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/coronavirus_lettera_brugnaro_premier_conte-5124261.html ). “Per ora, non mi resta che rimanere in trincea a fare il mio dovere raccomandando ancor una volta ai cittadini di rimanere in casa abbandonando i brutti pensieri con un sorriso di speranza rivolto ai più piccoli o con una telefonata di conforto ai nonni. Coraggio Governo, servono misure shock per l’economia, un vero e proprio Piano Marshall di sostegno a industria, commercianti, artigiani, albergatori, agricoltori, pescatori, partite Iva e a tutte quelle categorie che rischiano di pagare un conto salatissimo. Lo shock – prosegue Brugnaro – serve subito, prima che sia troppo tardi, va programmato ora per l’istante dopo la fine della pandemia. Noi Sindaci siamo a disposizione per fare in modo che il nostro Paese possa ripartire ancora più forte, competitivo e unito di prima”. A dichiararlo qualche giorno fa è Brugnaro, sindaco di Venezia commentando i provvedimenti del governo per affrontare l’emergenza economica provocata dalla pandemia da Covid- 19 (https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/coronavirus_lettera_brugnaro_premier_conte-5124261.html ).

La risposta a Brugnaro arriva dal sottosegretario del Ministero dell’Economia e Finanze, Pier Paolo Baretta, che in un’intervista ha dichiarato: “Il Sindaco di Venezia ha definito “briciole” i 600 euro che vengono dati alle partite Iva e ai professionisti. Sbaglia a polemizzare in questo momento cosi difficile e soprattutto su un punto così delicato. Anche perché questa cifra, certamente modesta, si ripeterà anche ad Aprile e finché non saremo fuori dalla emergenza; coinvolge comunque milioni di lavoratori che per la prima volta vengono considerati e si aggiunge alla sospensione dei pagamenti di tasse, ritenute, tributi e mutui, che si applica anche a tutti gli altri lavoratori; nonché al credito di imposta per gli affitti di cui molti possono usufruire, a cominciare dai commercianti, ma che andrebbe estesa anche agli albergatori non proprietari dell’immobile. Certo, bisogna fare di più; per i più giovani e a basso reddito, ad esempio, si può pensare che i contributi previdenziali, ora sospesi, possano essere abbonati e siano definite particolari agevolazioni al credito, come vanno definite le misure a favore di colf e badanti. Con il prossimo decreto – ha concluso Baretta – dobbiamo, dunque, continuare a gestire l’emergenza e proteggere le famiglie, ma anche far sì che le imprese arrivino vive all’appuntamento con il dopo virus, in particolare le imprese piccole e medie, gli artigiani, i commercianti, gli studi professionali”. 

La Redazione

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