Brutte notizie, nel Belpaese impennata di gioco e ludopatia

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La somma di denaro spesa mensilmente nel nostro paese nel gioco d’azzardo e negli apparecchi da intrattenimento, raggiunge un ammontare poco confortante. Poco meno di un miliardo di euro, questa la cifra fagocitata dalle slot machine e simili nel lasso di tempo compreso fra il primo gennaio del 2016 e il trenta giugno dell’anno successivo. I dati sono stati pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ora nella possibilità di divulgarli grazie alla nuova disciplina che regola il diritto di accesso.

Parabola ascendente

Questa l’immagine che viene restituita dal confronto fra i valori relativi agli ultimi anni. L’aumento della spesa è tangibile, poco più di 400 euro pro capite spese annualmente, da valutarsi con particolare preoccupazione se considerata la mole di interventi posti in essere per dissuadere dalla morbosa tentazione. I dati considerano i giocatori nel loro insieme, comprendono quindi quelli abituali, occasionali, patologici. Proprio il progressivo e costante aumento di questi ultimi ha trasformato il fenomeno in una urgenza non rimandabile.

I buoni e i cattivi

La bontà delle informazioni pubblicate ha reso possibile una embrionale classifica circa le aree territoriali nelle quali le politiche anti gioco contrastano concretamente il fenomeno e quelle dove invece il medesimo prospera e si sviluppa. La presa in considerazione di tale graduatoria è da stemperare tenendo conto dell’enorme mole di gioco non quantificabile che si manifesta nei numerosissimi siti on line difficili da evidenziare e tracciare. Una iniziale osservazione pone fra i comuni capoluogo maggiormente coinvolti nel gioco quelli di Olbia, Prato, Bolzano, poi Piacenza, Rovigo, Alessandria, Sondrio, Frosinone. Fra le Province primeggiano quelle di  Prato, Rovigo, Olbia – Tempio, Sondrio. Non solo brutte notizie, fortunatamente sono stati registrate anche realtà ove la spesa per il gioco ha descritto parabola discendente. I dati relativi all’anno 2017 hanno visto comuni quali Cremona, Verbania, Aosta, Biella, Campobasso, con una diminuzione relativa alla spesa. Va sottolineato che tali enti hanno posto in essere nuovi provvedimenti anti – gioco e regolamenti comunali certamente non estranei a questi risultati contro tendenza.

L’efficacia del contrasto

Si sta assistendo nell’ultimo periodo a un incremento della lotta al gioco d’azzardo messo in opera dalle amministrazioni pubbliche. A fronte della momentanea disattenzione da parte dello Stato sul malessere generato dal fenomeno del gioco, sono stati gli enti locali, comuni, province, regioni, a intervenire concretamente per porre un freno. L’approvazione di Regolamenti Comunali ad hoc, in progressivo aumento su tutto il territorio nazionale, costituisce una valente barriera dovuta alla capillare conoscenza del territorio e alla maggiore elasticità degli stessi. Ha fatto la sua comparsa il “distanziometro”, novello strumento coniato per disciplinare la distanza fra le sale gioco e scommesse con i cosiddetti luoghi sensibili, universalmente identificati nelle scuole di ogni ordine e grado, centri di aggregazione giovanile, luoghi di culto e oratori, strutture sanitarie, banche e istituzioni di credito. A queste norme sono state affiancate disposizioni premianti in termini fiscali a favore di esercenti disponibili a dismettere apparecchiature e slot machine o a delocalizzare le attività in aree possibili.

Considerazioni finali

Il confronto dei dati messi a disposizione, altro non fa che confermare quanto già appurato in altri studi e contesti. L’incidenza del gioco d’azzardo e la sua proliferazione, con pericolose conseguenze sotto l’aspetto sociale, economico e sanitario, va di pari passo alle ingerenze della criminalità organizzata e alla espansione del “sommerso”. La sua riduzione e contenimento diventa risultato concreto solo in concomitanza di atti chiari con precise sanzioni, siano esse economiche o di interdizione. La posizione predominante deve poi essere solo dello Stato, unico a autorizzare o vietare nell’ambito del circuito lecito, con un occhio attento ai nebulosi territori on line.

Giancarlo Portigliatti

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