Cardia (presidente Acadi): “Il comparto va ascoltato perchè da anni è un legale servitore dello Stato”

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Non solo Sapar ma anche Acadi (Associazione concessionari apparecchi da intrattenimento) dice no all’aumento preu contemplato dalla bozza di decreto sul reddito di cittadinanza. Il presidente Geronimo Cardia ha dichiarato: “Il comparto va ascoltato perché da anni è un leale e preparato servitore dello Stato. Solo un mese fa – ha spiegato – eravamo a ricordare che gli operatori hanno già avuto modo di rappresentare formalmente nel tempo e più volte come si ponga un tema di squilibrio del rapporto concessorio via via in misura sempre più rilevante provocato, tra l’altro, dai continui aumenti del Preu, oltre che dal notoriamente sempre più disarticolato contesto normativo a livello nazionale e locale. Se si nota sono sempre tutti contrari al gioco pubblico dimostrando però sempre di farvi ricorso disordinatamente per finanziare le politiche di Governo. Nell’ambito di due provvedimenti normativi emanati nel 2018 a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, sono stati già imposti al comparto distinti e sovrapposti aumenti della medesima tassazione. Quello di cui parliamo oggi è addirittura il terzo. Gli aumenti cumulati, incondizionati e disordinati delle tasse sul gioco pubblico sono tali da compromettere la copertura degli investimenti, il mantenimento dei livelli occupazionali dell’intera filiera e non da ultimo la tenuta dell’intero sistema di controllo pubblico dell’offerta di gioco con vincite in denaro, con pregiudizio dell’utente. A ciò si aggiunga – ha spiegato Cardia – che tali misure si sovrappongono ad un contesto normativo imposto dagli enti locali che di fatto, nella piena consapevolezza dei decisori, sta sancendo la sostanziale espulsione del gioco pubblico dal territorio, esponendo gli utenti all’ormai dilagante offerta illegale, ponendo un serio tema di ordine pubblico, compromettendo i presidi di legalità ad oggi con fatica realizzati occorre quindi che sia valutato con grande attenzione anche il fatto che è evidente come anche queste iniziative di spesa di Governo puntino su un ennesimo aumento di tassazione del gioco pubblico che tuttavia, proprio per gli eccessivi e numerosi aumenti e per i divieti di distribuzione imposti di fatto su intere regioni del Paese, rischia di non presentare quelle caratteristiche di stabilità che una misura di copertura presuppone. E ciò nonostante raccomandazioni preoccupate ad esempio esposte anche recentemente dall’Ufficio parlamentare di Bilancio”.

La Redazione

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