Caso Valieva. Banka (pres. Wada): “Delusione. Il doping sui minori è reato!”

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Solleva ancora clamore e disapprovazione il caso Valieva, la pattinatrice russa quindicenne, provvisoriamente squalificata l’8 febbraio perchè positiva alla trimetazidina, un farmaco per curare l’angina pectoris, e poi riammessa con decisione del Tas. Ora la pattinatrice potrà gareggiare alle Olimpiadi di Pechino per l’oro individuale. Il presidente dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada) Witold Banka ha criticato duramente la decisione della Corte arbitrale per lo sport (Tas).

“Siamo delusi dal modo in cui il Tribunale Arbitrale ha affrontato questa sentenza. Non so perché il Tas abbia scelto di non fare affidamento sul Codice mondiale antidoping. Questa è una decisione molto controversa, perché il codice non prevede eccezioni speciali alla cosiddetta sospensione temporanea in caso di minori”, ha detto Banka ai media polacchi (https://www.gazzetta.it/olimpiadi-invernali/16-02-2022/olimpiadi-pechino-2022-banka-presidente-wada-decisione-tas-valieva-molto-controversa-4301455846956.shtml). La Roc ha dichiarato venerdì che sta “prendendo misure globali per proteggere i diritti e gli interessi dei membri del team Roc e per mantenere la medaglia d’oro olimpica vinta in una competizione leale” in una dichiarazione ufficiale.

E ancora l’affondo di Banka: “Il doping sui minori è un reato nello sport. Chi lo fa dovrebbe finire in carcere. Il loro posto è lì. In molti paesi esistono normative, ad esempio in Polonia, dove tali atti sono punibili con la reclusione fino a tre anni. E penso che dovrebbero essere puniti in questo modo. È ancora un grosso problema di cultura negli sport russi. Ci sono ancora allenatori, medici e attivisti che dopano i minori. Ora ci aspettiamo da loro un’indagine molto approfondita su questa questione. Allo stesso tempo, la Wada condurrà le proprie indagini”, ha affermato.

La Redazione

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