Celin a L’Abbate: “Dal Mipaaf nulla per il benessere dei cavalli”

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RISPETTO PER I CAVALLI. E’ l’unica cosa che Sergio Celin, portavoce del comitato padovano contro il doping e la macellazione dei cavalli da corsa, chiede a gran voce e da sempre. Nello specifico lo fa con una nota al sottosegretario al Mipaaf, Giuseppe L’Abbate, in sottolinea come “con mio grande rammarico, devo riscontrare che nella voce di bilancio per l’Ippica e nelle riunioni al Ministero (http://cifonenews.it/abate-convoca-il-mondo-dellippica-dalesio-spero-nella-salvezza-del-settore/) con le categorie interessate, “NULLA” è destinato al benessere dei cavalli (principali artefici di questo sport) e, neppure una parola è stata spesa in difesa di questi straordinari animali nel corso delle varie riunioni c/o il Suo Ministero! In allegato Le invio una foto conviviale di un gruppo di persone alla scuderia dell’allenatore Enrico Zanetti e Mia Torvinen, all’interno dell’ippodromo “Breda” di Padova per testimoniare quale sia il clima e lo spirito di amicizia che lega questi operatori ippici nel tentativo di resistere alle difficoltà che sta attraversando l’ippica in Italia, tra enormi sacrifici personali ed economici. Quotidianamente cercano di salvare una tradizione sportiva centenaria, oltre a decine di posti di lavoro e la vita di decine di cavalli, altrimenti destinati ad una misera fine! Le sopraelencate persone, assieme a Remigio, Luca, Lorenzo e Luigi Talpo, a Pasqualino Esposito Senior e Lorenza Felice, Antonio Castiello, Fabio e Renzo Scantamburlo, Mario Greco. Roberto Scuoppo, Gian Franco Cardin, la famiglia Parussati sono tutti guidatori ed allenatori che credono ancora nello sport dell’ippica, ed è grazie a loro se oggi l’ippodromo “Breda” è ancora in vita nonostante le squallide “miserie” umane che hanno portato al fallimento della “Fondazione Breda”! Queste persone meritano il massimo del rispetto e la stima di tutto il mondo ippico e Le ricordo, gent.mo on. L’Abbate, che e’ proprio grazie a questi operatori che l’ippica “VIVE” (anche se i loro cavalli non avranno la ribalta dei “riflettori” e non occuperanno i titoli dei giornali…) nonostante tutto. Se non esistessero i loro “modesti” cavalli non sarebbero MAI esistiti neppure i campioni come i Varenne, Ribot, Tornese, Zacon Gio’, ecc. Ed è per questo che meriterebbero una diversa attenzione da parte del Suo Ministero e dei Suoi “privilegiati” funzionari dal momento che, a differenza della maggior parte dei lavoratori ippici i quali operano spesso (“nell’indifferenza” piu’ totale) tra mille difficoltà di tutti i generi, non hanno alcun tipo di problema a mettere assieme il “pranzo con la cena”…!Capisco solo una cosa on L’Abbate: dove domina l’egoismo, quello che chiedono le persone come il sottoscritto, ossia il bene ed il rispetto per i cavalli, viene considerato come un “capriccio” o una “stranezza”, quando va’ bene!”.

La Redazione

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