Celin: elogio del cavallo. “In lui non esiste supponenza, arroganza e stupidità tipiche nell’uomo”

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Coglie l’occasione degli auguri natalizi Sergio Celin, portavoce del Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei cavalli da corsa, per auspicare nel 2020 “il ritorno all’Ippica (quella con la I “maiuscola”!), dove prevalga finalmente il rispetto per quello che è da sempre il protagonista principale di questo sport: il cavallo!”

A tal proposito, in una nota alla ministra Bellanova, Celin aggiunge: “Gent.ma sig.ra Ministra, ricordi che la credibilità dell’ippica, prima di ogni altra cosa, viene dal rispetto riservato ai cavalli, che oggi sono sempre più considerati alla stregua di una slot machine buona solo per fare soldi, grazie alle scommesse online che hanno desertificato gli ippodromi! I cavalli non giudicano le nostre debolezze e non ti fanno sentire mai a disagio, ma ti accettano incondizionatamente per quello che rappresenti per loro: un amico e basta!! I cavalli sono sempre le nostre vittime designate, i colpevoli siamo sempre noi umani, che li coinvolgiamo nelle nostre dinamiche fatte di nefandezze varie e ritengo che sia arrivata l’ora di dire “BASTA” alla guerra ai cavalli. Noi umani dobbiamo smetterla di credere nella nostra presunta superiorità nei confronti del cavallo. In lui non esiste la supponenza, l’arroganza e la stupidità tipiche nell’uomo, non a caso, il termine animali deriva proprio da “ANIMA” ed il rispetto verso il cavallo, si ottiene solo attraverso il vivere civile, il buon senso e l’educazione! Ministra Bellanova, il cavallo è da sempre la componente più sana della filiera dell’ippica: non sciopera, non porta rancore, non protesta, non si rifiuta mai di lavorare, non si lamenta, ci aspetta sempre fiducioso nel silenzio del suo box, al freddo e al buio. Il regalo più bello che desidera ricevere il giorno di Natale è la carezza amica dell’artiere di fiducia che, come ogni mattina, gli apre il box per pulirlo e portagli da mangiare! Non serve essere ricchi nel portafoglio per “avere” un cavallo ed essere poi dei pezzenti dentro al cuore, ma bisogna amarlo veramente per entrare in simbiosi con lui! L’assioma più veritiero è quello che dice: “No cavalli, niente ippica!”. Invece, devo constatare mio malgrado, che nelle varie riunioni al suo Ministero, non ha MAI convocato chi rappresenta i diritti dei cavalli: le associazioni protezionistiche vedi “Horse-Angels”, oppure la figura dell’artiere e del maniscalco, ossia coloro che conoscono le varie esigenze del cavallo più di qualsiasi altra persona nel mondo ippico. E MAI ho letto fino ad oggi nei vari decreti di legge, di una voce che parli esplicitamente di contributi destinati al benessere dei cavalli da corsa! Concludo con questa frase di Mark Twain: “Se fosse possibile incrociare l’essere umano con un cavallo, la cosa migliorerebbe l’essere umano, ma di certo peggiorerebbe il cavallo”.

La Redazione


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