Celin: “Nell’ippica i cavalli valgono meno dei birilli da bowilng”

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E’ strano come nel mondo dell’ippica il benessere del cavallo conti ben poco (http://cifonenews.it/le-morti-nellippica-e-lombra-del-doping-celin-mattanza-inaccettabile/). E’ la denuncia di Segio Celin, portavoce del Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei cavalli da corsa, sempre in prima linea per il rispetto dei cavalli.

“Constato che per molti pseudo ippici – scrive Celin alla ministra Bellanova – i Cavalli valgono meno dei birilli del bowling e nessuno parla MAI del loro fine carriera (come al contrario si spende da anni Roberta Ravello, presidente dell’ Associazione “Horse Angels”, predicando nel vuoto purtroppo!), dal momento, che spesso i Cavalli vengono considerati un costo a perdere, per molti proprietari, vorrei sfatare dei luoghi comuni su i popoli nomadi (Rom, Sinti, Camminanti, Romanesque, ecc) senza conoscerli davvero. All’interno dell’ippodromo “Breda” di Padova, da anni lavora la famiglia di Sergio e Mauro Parussati di origine nomade, adorano i loro Cavalli ed ogni giorno arrivano da fuori città per accudirli, allenarli, curarli con grande sacrificio economico, a differenza di molte altre persone cosiddette “perbene”! Perchè non iniziamo, eliminando la norma del Regolamento Mipaaf, che obbliga il guidatore a “comandare a fondo” il proprio Cavallo in retta di arrivo, trasformandola spesso in uno spettacolo da “Far West”? Un Cavallo non si rifiuta MAI di correre, nonostante le condizioni climatiche avverse (pioggia torrenziale, vento di bora, neve, grandine, caldo asfissiante, ecc.), oppure se non in perfette condizioni fisiche (i Cavalli non possono parlare o lamentarsi…!), da sempre TUTTO se stesso in corsa e non serve a nulla frustarlo, perche’ corra più velocemente in retta di arrivo! La norma sopra descritta significa solo “istigazione” a compiere un maltrattamento ai danni dell’incolpevole ed indifeso Cavallo, punito dall’art. 544ter del Codice Penale, ed invito la Magistratura ad intervenire VIETANDO le corse negli Ippodromi, alla luce della norma sopra descritta! A proposito dei cavalli Ghandi diceva: “Dormono sul terreno gelido, quando soffiano i venti invernali e cade la neve. Baciano la mano che non ha cibo da offrirgli, leccano le ferite e le piaghe causate dallo scontro con la durezza del mondo. Restano vicini nella prosperita’ e nella poverta’, nella salute e nella malattia. Vegliano sul sonno di un povero come se fosse un principe”.

La Redazione

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