Che fine ha fatto il Ministero dello Sport nel Governo Draghi? E’ scomparso

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Che fine ha fatto il Ministero dello Sport? Ce lo siamo chiesti in tanti all’indomani dell’insediamento del nuovo governo Draghi, quello “dei migliori”, quello “di alto profilo”, per intenderci. E che fine hanno fatto i bonus congelati destinati al comparto? A cercare di fare chiarezza è l’ex ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spatafora, attraverso un recente post sulla propria pagina Facebook. La sua risposta è stata secca: “Il Ministero dello Sport non esiste più. Evidentemente, con questa nuova maggioranza, si è ritenuto di non confermare l’esistenza di un Ministero dello sport. Ora la delega è nelle mani del Presidente Draghi che, nei prossimi giorni, può decidere di affidarla ad un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio o tenerla per sé. Per quanto riguarda i nuovi bonus per i lavoratori dello sport, ovviamente, dovrà occuparsene il nuovo delegato. Deve essere chiaro a tutti – conclude l’ex Ministro – nulla sarà più come prima sia perché bisogna ancora capire quale sia la politica di aiuti del nuovo Governo sia perché, non essendovi più un Ministro che sieda in Consiglio dei Ministri, bisognerà lottare dall’esterno”.

Così il mondo dello sport, delle palestre chiuse, delle piscine, delle associazioni sportive perde la propria massima rappresentanza. Penalizzato come pochi, ormai fermo dal 24 ottobre, il comparto ha pur sempre percepito, con l’ex governo, un minimo di bonus e ristori. Ma ora cosa succederà?

In assenza di un titolare designato, sul fronte politico si aprono due possibilità: l’assegnazione di una delega al sottosegretario alla presidenza del consiglio (è stato designato l’economista Roberto Garofoli) come accadde con Giancarlo Giorgetti nel Conte I, oppure la nomina di un viceministro dedicato e senza portafoglio. Ma tecnicamente Draghi, appassionato golfista, potrebbe anche riservare a se stesso la delega. 

Inutile dire che la nomina riveste carattere di urgenza perchè, come riporta il Corriere “Il risvegliarsi della guerra tra Sport e Salute e il Coni sulla legge delega per lo sport (che ora va riempita di contenuti dal Parlamento), gli imminenti Giochi di Tokyo (con tutti i problemi collegati) e i lavori di Milano-Cortina 2026 richiedono, come sostiene Giovanni Malagò, numero 1 del Coni, il rapido conferimento di ‘incarico a una personalità di comprovata competenza nel settore'”. Ma soprattutto gli operatori del mondo dello sport non meritano di cadere nel dimenticatoio per silenzioso rispetto dimostrato fino ad oggi, sobrietà, e accettazione delle regole con grande senso di responsabilità.

D. Pellegrino

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