Chi è il sottosegretario Durigon? L’inchiesta di Fanpage: ombre di una rapida ascesa

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Chi è Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia, con delega al gioco? A cercare di ricostruire un quadro completo della rapida ascesa del leghista ci pensa il team Blackstair di Fanpage, Carla Falzone e Sacha Biazzo, con Marco Billeci e Adriano Biondi in un’interessante inchiesta giornalistica. Nella prima puntata della video-inchiesta Follow the money Durigon, ripreso da una telecamera nascosta dice: “Quello che indaga della guardia di finanza“, “il generale”, “lo abbiamo messo noi“. Questo il motivo per cui si dice non essere preoccupato delle indagini della magistratura che riguardano il suo partito, la Lega. Di qui la ricostruzione nell’inchiesta di tutta la carriera del parlamentare che, prima di entrare a Montecitorio è arrivato a ricoprire la carica di vicesegretario dell’Ugl, sindacato oggi vicinissimo alla Lega.

“Tutti i dossier economici che contano davvero per la Lega all’interno del governo Draghi, oggi passano per le mani della stessa persona, il potente sottosegretario all’Economia Claudio Durigon. C’è da seguire la partita sul Recovery Plan? Se ne occupa Durigon. Vanno decise le nomine pubbliche? Si parla con Durigon. Bisogna difendere la bandiera di Quota 100? In prima fila c’è quello che è considerato il padre di questa misura: tanto per cambiare, Claudio Durigon” scrive Fanpage. Ma questa carriera è stata molto rapida visto che fino al 2017 Durigon era praticamente sconosciuto. Racconta un ex deputato e dirigente leghista: “Mi ricordo che ce l’ha presentato Salvini, dicendo che era una sorta di nuova leva che doveva aprire il partito al Sud. La sua scalata non si spiega con meriti acquisiti sul campo”. (https://www.fanpage.it/politica/tessere-gonfiate-uffici-e-uomini-cosi-claudio-durigon-ha-regalato-lugl-alla-lega-di-salvini/). Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, quando il Carroccio è in difficoltà per il blocco dei conti nell’ambito dell’inchiesta sui famosi 49 milioni, il leader leghista annuncia un “accordo di reciproca e proficua collaborazione” con l’organizzazione sindacale. Poche settimane dopo è ospite d’onore al congresso Ugl che conferma Francesco Paolo Capone segretario, mentre Durigon è il suo vice. I cronisti della testata diretta da Francesco Piccinini raccontano come il sindacato abbia fornito uomini nelle aree in cui la Lega cercava di radicarsi – alcuni dei quali oggi in Parlamento – supporto durante eventi pubblici, persino la sede del team social di Salvini (la “Bestia”). La squadra guidata da Luca Morisi, infatti, dopo le elezioni 2018 ha trasferito i propri computer a Roma, al primo piano della sede dell’Ugl, in via delle Botteghe Oscure.

A livello elettorale il ruolo di Durigon è stato decisivo soprattutto in provincia di Latina, la sua città natale. Dopo la sua discesa in campo, infatti, l’area è diventata la roccaforte del Carroccio nel Lazio. Fonti coperte citate dai giornalisti del team Blackstair di Fanpage rivelano i legami del sottosegretario nella provincia pontina investita da diverse inchieste dell’antimafia per infiltrazioni mafiose nella politica (https://www.fanpage.it/politica/prestanome-dei-clan-criminali-e-faccendieri-i-rapporti-pericolosi-di-durigon-a-latina/) “Un nome che ritorna spesso è quello di Simone di Marcantonio, imprenditore a capo della Gestione & Soluzioni. Secondo la Dda, attraverso la società Ride Srl sarebbe uno dei prestanome di Sergio Gangemi, già condannato a 9 anni in primo grado dalla procura di Velletri per estorsione con metodo mafioso. Di Marcantonio, il cui ruolo nelle vicende giudiziarie è ancora da chiarire, compare inoltre in diverse iniziative elettorali della Lega di Salvini nel Pontino ed è stato nominato da Durigon dirigente sindacale Ugl per le partite Iva nel Lazio poco prima di dimettersi dalla carica di vicepresidente dopo essere stato eletto a Montecitorio. Nella video-inchiesta si fa poi il nome dell’imprenditore Luciano Iannotta, titolare della Italy Glass ed ex presidente di Confartigianato Latina, arrestato nel settembre 2020 con le accuse di estorsione, corruzione e detenzione di armi. Una fonte citata da Fanpage sostiene che Iannotta si sia adoperato per supportare la corsa elettorale di Durigon offrendogli un appartamento nel centro di Latina nel palazzo “Pegasol” come base per il comitato. A collegare i due ci sarebbero anche le serate di apertura e chiusura della campagna elettorale delle politiche 2018 che il leghista ha organizzato in un locale sulla via del Lido di Latina. Il ristorante, riferisce ancora la testata di Piccinini, era gestito da uno dei sodali dell’imprenditore oggi al centro delle indagini”.

La Redazione

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