Chiacchio al Governo: Covid- 19, aiuti al reparto scommesse

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All’epoca del Coronavirus tutti (http://cifonenews.it/covid-19-la-ricchissima-lega-calcio-serie-a-chiede-aiuti-economici/) chiedono aiuto al Governo. Anche l’Associazione Gestori Scommesse Italia ha predisposto un documento in cui si chiede che si intervenga subito a supporto delle agenzia di scommesse. A renderlo noto è il presidente AGSI, Pasquale Chiacchio: “Con questo documento chiediamo un intervento del governo a sostegno del comparto scommesse, facciamo precise proposte, da attuare con urgenza, senza aspettare un minuto di più. Il mio auspicio è poi che si possa arrivare ad una richiesta condivisa da tutto il settore dei giochi. Gli esercizi di scommesse sono tanti, come sono tante le famiglie impegnate e decine di migliaia gli occupati, che a loro volta hanno delle famiglie. Credo necessario arrivare a fare richieste congiunte, un unico tavolo con proposte serie. Altrimenti non si ottiene nulla, o comunque poco. Il settore dei giochi per una volta deve essere unito. Dobbiamo avere la capacità di riunirci intorno ad un tavolo, in modo virtuale, ma per definire proposte concrete per il bene di tutti. Lo Stato ha l’obbligo di muoversi a tutela delle imprese, usate molte volta come veri e propri bancomat. Ci chiedono di chiudere e lo abbiamo fatto, ma non possiamo continuare a lungo così”.

Intanto il premier Conte ha annunciato lo stanziamento di ulteriori fondi, per non meno di 25 miliardi di euro, attraverso un nuovo decreto legge. “Il coronavirus sta mettendo in difficoltà tutto il paese sul fronte sanitario, economico e sociale. Il governo si è immediatamente mosso per contrastare l’evoluzione epidemiologica e per ridurre l’impatto economico che essa avrebbe avuto sulle imprese e i lavoratori, poiché molti esercizi commerciali, tutti quelli non essenziali, sono stati costretti a chiudere per questioni di sanità pubblica. […] Il dl Cura Italia ha 4 ambiti di operazione: sanità, sostegno ai redditi, liquidità alle imprese e sospensione dei pagamenti tributari. I fondi sono stati distribuiti così: 3,2 miliardi di euro diretti all’implementazione del Servizio Sanitario Nazionale, per il sostegno ai redditi e protezione del lavoro sono stati stanziati oltre 11 miliardi di euro. Inoltre, per noi è stato imperativo garantire la liquidità alle imprese disponendo una moratoria sui prestiti, potenziato il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, esteso ai lavoratori autonomi per 18 mesi la sospensione dei mutui. Infine, per le grandi imprese sono stati previsti prestiti accessibili alla Casse Depositi e Prestiti. Abbiamo anche istituito un fondo per rafforzare il settore delle esportazioni. Questo decreto rappresenta solo il primo passo, infatti il governo è già a lavoro per un nuovo decreto che avrà stanziamenti aggiuntivi per non meno di 25 miliardi di euro. Dovremo rendere esecutivi provvedimenti di semplificazione burocratica per far ripartire il paese il più velocemente possibile una volta terminata l’emergenza. L’opera di ricostruzione deve assolutamente confrontarsi con opposizioni, associazioni di categoria e sindacati. La recessione colpirà tutto il continente europeo, e per questo è fondamentale attivare la clausola di salvaguardia degli stati appartenenti all’Europa. La nostra unione monetaria può superare questa crisi solo se la governance dell’Eurozona si muoverà nel segno della solidarietà e dell’unità”.

La Redazione

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