Cifone (Acogi): «I CTD meritano il riconoscimento della propria professionalità»

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Il presidente di Acogi, Ugo Cifone, vuole esprimere il proprio parere rispetto alla presa di posizione formulata dal Ceo di StanleyBet John Whittaker in un’intervista rilasciata recentemente agli organi di informazione del settore dei giochi.
«Il concetto secondo cui al momento i CTD illegali non esistono, espresso efficacemente dal Ceo di Stanley John Whittaker è condivisile – dichiara Ugo Cifone – Si tratta di una circostanza scaturita dall’ultimo bando di gara espletato e avvalorata dalle pronunce che si susseguono in questo periodo nei tribunali italiani e che fanno riferimenti palesi alla questione pregiudiziale sollevata davanti alla Corte di Giustizia Europea per molti operatori proprio relativamente al Bando Monti».
«Mi preme ricordare al riguardo – sottolinea Cifone – che proprio il mio caso è stato esaminato dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Suprema Corte di Cassazione, e proprio i principi espressi nella sentenza di cui sono titolare sono stati e restano dei baluardi per il sistema delle scommesse, avendo aperto la strada alla situazione attuale, e all’iter che gli operatori esteri hanno seguito in conseguenza dell’ultimo bando di gara. Proprio da qui nasce la necessità di fare fronte comune: per me è importante mettere a disposizione di tutti il bagaglio di battaglie legali fatte negli anni, avvalorate dai successi riscossi in ogni grado di giudizio».
«E’ vero, inoltre – continua il presidente Cifone – che la legge di Stabilità non fa altro che perpetuare ed alimentare le disparità di trattamento tra i concessionari ADM e gli operatori con concessione europea, tuttavia bisogna rilevare, nelle dichiarazioni di Whittaker, la scarsità di obiettività nell’affermare l’esclusività delle discriminazioni subite dall’operatore Stanley in questi anni. In verità a subire discriminazioni e soprusi sono state le famiglie e i lavoratori che hanno vissuto con difficoltà sequestri e lunghi iter legali per il riconoscimento del proprio diritto di lavorare.
E’ offensivo, poi, dichiarare che Stanley sia l’unico interlocutore “sano di mente” a potersi confrontare con le istituzioni per la soluzione dei problemi “genetici” del sistema italiano delle scommesse sportive. Whittaker ben fotografa la situazione creatasi con il Bando Monti e quindi potrebbe convenire nel sottolineare che l’unione fa la forza e che sarebbe opportuno un confronto a più voci per perseguire l’obiettivo comune di dare alle scommesse italiane una normativa chiara, equa, compatibile con i principi del Trattato dell’Unione e soprattutto garantista nei confronti di un’esigenza particolarmente viva negli ultimi tempi: quella di lavorare. Il fatto che la legge di Stabilità si rivolga ai CTD e non agli operatori può essere la chiave di volta, perché gli operatori con licenza estera possano garantire ai propri collaboratori la serenità e il riconoscimento della grande professionalità con cui quotidianamente lavorano proprio per conto dei bookmaker». L’associazione Acogi ha proprio questo obiettivo – conclude il presidente Cifone – Quello che ci interessa è difendere i lavoratori, e per questo ci riteniamo interlocutori appropriati per portare avanti questa finalità. Indipendentemente dall’operatore di riferimento, il momento attuale impone una svolta e una scelta: i legali e i consulenti dell’Acogi stanno facendo il meglio per dipanare la matassa dei provvedimenti previsti dalla legge di Stabilità al fine di tutelare un’intera categoria, e non solo una parte di essa».

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