Cifone: “E’ giunta l’ora che il governo italiano legiferi per il settore gioco norme chiare e inattaccabili”

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All’esordio della pubblicazione del sua autobiografia romanzata “Bet Man”, il nostro presidente Ugo Cifone, già presente nelle pagine di diritto penale contemporaneo per essere il protagonista della indiscussa sentenza di Corte di Giustizia Europea, torna a far parlare di se, questa volta con un’altra sentenza che chiude finalmente un processo durato circa 10 anni, noto come processo ‘Poker 2’. Assolto con formula piena, Ugo Cifone continua il suo percorso nel settore gaming attivandosi nella prevenzione della ludopatia, attraverso l’attività di volontariato prestata in Acogi ODV ma nel contempo offrendo un attento servizio di informazione ai suoi lettori garantendo trasparenza e chiarezza. Ed è in nome della trasparenza che Ugo Cifone si lascia andare a delle considerazioni sull’ennesimo processo subito ingiustamente con accuse che vanno oltre quella della raccolta abusiva di scommesse e che afferiscono ad altre ben più gravi.

“Nel corso di questi interminabili dieci anni – ha dichiarato Cifone – ho dovuto difendermi dall’infamante accusa di associazione a delinquere, rispondendo di una presunta attività di raccolta scommesse in relazione alla zona leccese dalla quale ero volontariamente escluso. Sono lieto dell’epilogo di tale processo ma, dopo averne affrontati tanti, sono deluso da un sistema che certamente può dirsi attento a determinati aspetti sebbene poi si riveli contraddittorio per molti altri aspetti. Mi riferisco alla indiscussa efficienza del sistema giudiziario, in considerazione del risultato raggiunto, che si rivela però anacronistica rispetto al contesto storico normativo e fattuale nel quale ha avuto inizio il processo ‘Poker 2′”. Un processo dunque che per il presidente Acogi “non sarebbe dovuto mai iniziare, e ad ogni modo la lungaggine processuale ha consentito il consolidamento parallelo del percorso giurisprudenziale in materia di scommesse dalla sentenza Gambelli, Placanica alla Sentenza Cifone del 2012. Se dal punto di vista giurisprudenziale sembra essere stata comunque raggiunta una condivisione argomentativa, dal punto di vista prettamente organizzativo resta tutto invariato, nessun bando all’orizzonte e gli operatori del comparto continuano a brancolare nell’ instabilità. Le continue proroghe onerose delle scadute concessioni stanno aprendo il fronte a nuove azioni giudiziarie da parte di quei Bookmaker nati dopo il 2015-2016 che sono ostacolati dall’ingresso nel mercato italiano da un’ennesima discriminazione, ancora una volta per il contrasto tra la normativa interna e quella della comunità europea. Un settore – chiosa Cifone – che necessita di norme chiare e di un riordino completo si trova in uno stato di incertezza che mina fortemente il gioco legale e tutto il comparto. Dopo tanti anni è giunta l’ora che il governo italiano parta dall’anno zero nel settore del gioco pubblico legiferando norme chiare ed inattaccabili in modo da garantire la serenità per gli investitori del settore e la serenità di tutti gli operatori del gioco pubblico legale”. 

La Redazione

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