Comitato Paralimpico Internazionale cambia idea: no Paralimpiadi ad atleti russi e biellorussi

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Cambia la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale: gli atleti di Russia e Bielorussia non potranno prendere parte alle Paralimpiadi Invernali 2022 di Pechino. Nella giornata di ieri era stato deciso di consentire agli atleti di questi due paesi di competere ma come sportivi neutrali senza bandiera. Ma le polemiche sono aumentate e il presidente dell’IPC Andrew Parsons ha deciso di escludere gli atleti di Russia e Bielorussia: troppe, secondo lo stesso Parsons, le pressioni delle altre nazioni. “Nelle ultime 12 ore, un gran numero di membri si è messo in contatto con noi”, ha detto Parsons, “Ci hanno detto che se non avessimo riconsiderato la nostra decisione, ci sarebbero potute essere gravi conseguenzeLa situazione nei villaggi degli atleti è insostenibile. Gli atleti sono vittime delle azioni dei vostri governi” si legge nel comunicato che prosegue: “Ai para-atleti dei paesi colpiti, siamo molto dispiaciuti che siate colpiti dalle decisioni che i vostri governi hanno preso la scorsa settimana per violare la tregua olimpica. Spero e prego che possiamo tornare a una situazione in cui si parla e si concentra completamente sul potere dello sport di trasformare la vita delle persone con disabilità e il meglio dell’umanità”. 

Immediata la risposta del Comitato Paralimpico Russo che ritiene “la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale del 3 marzo sia del tutto infondata, in quanto contraddice ovviamente uno dei principi fondamentali della famiglia paralimpica: la natura apolitica dello sport per disabili”, si legge nel messaggio. “Con questa decisione i colpevoli degli attuali conflitti politici pare siano l’RPC e gli atleti paralimpici russi, quando, non solo non è stato fatto nulla che potesse in alcun modo venire interpretato come una partecipazione alle attuali complicazioni politiche, ma, al contrario, in piena conformità con la decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS), sono state rimosse dal direttivo del RPC tutte le figure che potessero avere o aver avuto un qualsiasi legame con le strutture politiche”.

La Redazione

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