Comparto giochi e lavoratori parchi divertimento in piazza per manifestare

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Si scende in piazza per difendere il diritto al lavoro. Così l’11 maggio a Roma manifesteranno lavoratori e categoria dei rappresentanti dei parchi permanenti italiani e il 12 maggio a Venezia manifesterà il comparto del gioco legale.

Quella di piazza del Popolo sarà una manifestazione, indetta dall’Associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Confindustria, che segue la petizione #NO1luglio la quale, in pochi giorni ha già raccolto decine di migliaia di firme e che continuerà anche dopo l’evento, allo scopo di anticipare il via libera ai parchi tematici e acquatici, attualmente previsto per il 1° luglio. Una manifestazione in perfetta sintonia con l’atmosfera divertente e allegra che anima i parchi divertimento dedicati alle famiglie, pacifica e colorata, a misura di bambino, con tanta musica, palloncini e un palco sul quale sfileranno i personaggi dei cartoon e le mascotte dei protagonisti del comparto: i parchi del gruppo Costa Edutainment, Leolandia, MagicLand, Mirabilandia, Zoomarine, Gardaland e molti altri ancora. Un settore composto da circa 230 strutture tra parchi a tema, faunistici, avventura e acquatici. Nel 2019 ha generato un giro d’affari superiore ai 400 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro diretti (tra occupati fissi e stagionali). Cifre che salgono rispettivamente a 2 miliardi di euro e 60.000 addetti considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzioni e altri servizi collaterali. Nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura, 5 parchi italiani sono passati sotto il controllo di fondi di investimento stranieri e si sono persi 10.000 posti di lavoro stagionali.

“Il Governo sta giocando con il futuro di migliaia di lavoratori, molti dei quali sono stagionali e dal 30 aprile hanno perso ogni sussidio”. Così Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia. “Le istituzioni non possono continuare ad ignorarci. Chiediamo di poter aprire prima, come avviene all’estero e come sarebbe logico dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi riferite all’invito ai turisti stranieri di tornare in Italia a partire dal 15 maggio. Sarebbe spiacevole che i turisti trovassero chiusi solo i parchi a tema: le nostre sono attività sicure, all’aperto e i protocolli predisposti lo scorso anno hanno dimostrato di funzionare perfettamente”. L’Associazione Parchi Permanenti Italiani ricorda inoltre che, in 14 mesi di crisi, le aziende del settore non hanno ricevuto ristori e finanziamenti, nonostante gli ingenti costi fissi: il ministro Franceschini, che rappresenta il comparto a livello istituzionale, ad oggi non ha mai ricevuto i rappresentanti dell’Associazione.

A indire la manifestazione di Venezia sono i sindacati del comparto (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Uil, che coinvolge 150.000 addetti, oltre alle migliaia dell’indotto commerciale). “C’è preoccupazione sia per la tenuta delle aziende che per la continuità occupazionale. Il gioco legale va riaperto in sicurezza” l’appello è dei sindacati.

“Le norme emanate dal governo Conte, e ora dall’esecutivo di Mario Draghi, sembrano più di tipo etico-morale che sanitario – scrivono le organizzazioni sindacali provinciali – I protocolli sanitari per la sicurezza dei lavoratori e dei fruitori del gioco legale, che le parti sindacali a livello nazionale e locale hanno sottoscritto con le controparti, ci sono”, per questo i sindacati chiedono alla politica e alle istituzioni di riaprire. “Con i luoghi del gioco legale chiusi si sta sviluppando un sistema occulto di gioco – affermano – che risulta difficilmente rintracciabile. Sul nostro territorio desta enorme preoccupazione la situazione della casa da gioco veneziana, chiusa da ottobre e che occupa circa 600 lavoratori, cui si aggiunge l’indotto per un totale di circa 1000 addetti. Le conseguenze economiche e sociali, in assenza di autorizzazione alla riapertura, rischiano di essere devastanti”. “Le condizioni dettate da un rigido protocollo di sicurezza per il contenimento del Covid-19, e scrupolosamente adottate prima della sospensione, sono efficaci – per i sindacati – per allontanare qualsiasi rischio di contagio all’interno delle sale e tali da permettere la ripartenza”.

La Redazione

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