Conferenza delle Regioni: Covid, critiche e proposte dei governatori

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Dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si sollevano le dure critiche sui ritardi delle consegne dei vaccini da parte delle case farmaceutiche e le proposte per il contenimento dell’epidemia da Covid (https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/regioni-conferenza-governo-draghi-bonaccini-db1c868b-a456-4f41-99c8-18b78d831ba6.html?refresh_ce)

Zingaretti: “Gravissima la riduzione improvvisa della consegna di vaccini AstraZeneca. Noi ce la stiamo mettendo tutta ma con questa incertezza è tutto più difficile. L’Italia tuteli gli interessi nazionali e le programmazioni delle regioni, intanto prepariamoci alla produzione di vaccini validati da Ema e Aifa da parte delle nostre aziende”. Lo scrive su Facebook Nizola Zingaretti, segretario del Pd e presidente della Regione Lazio. Fontana: “Stop tagli, Draghi si faccia sentire” I tagli alla fornitura di vaccini da parte delle aziende produttrici è  “insostenibile” secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana che ha chiesto che il premier “faccia sentire’ la sua voce “autorevole” in Europa per tutelare gli interessi italiani e la campagna vaccinale delle Regioni. ” Lo stillicidio dei tagli alle forniture da parte delle aziende produttrici è molto grave! Oggi l’annuncio di AstraZeneca che riduce del 15% la fornitura all’Italia. E’ una situazione insostenibile – ha sottolineato – che mette in difficoltà tutte le regioni impegnate nelle campagne vaccinali”.

Bonaccini: “Capire l’incidenza delle varianti” “Mi permetto di dire che va fatta una valutazione insieme: il sistema a fasce oggi mostra qualche limite. Dovremo cercare anche di capire quale possa essere l’incidenza delle varianti nelle prossime settimane. Le continue chiusure e aperture rischiano si sfibrare i cittadini”. Ha dichiarato Stefano Bonaccini. “Quello di oggi è un primo incontro tra Regioni, perché era qualche giorno che non ci vedevamo, dopo il cambio dell’esecutivo. Inizia un nuovo governo e nei prossimi giorni ci vedremo anche con il neo ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, e il ministro della Sanità, Roberto Speranza”.

Giani: “In prossimo Dpcm criteri trasparenti e oggettivi” “Voglio che il prossimo Dpcm, che regolerà per un mese la situazione, abbia elementi di trasparenza sui contagi, perché sono convinto che quando ci sono dei numeri oggettivi la gente poi sopporta anche meglio, mentre quando vede aspetti di eccessiva discrezionalità, come mi sembra emerga per l’Rt, naturalmente prova più disagio”. Lo ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani. Per dimostrare la necessità di criteri più oggettivi per definire le zone delle regioni, Giani ha paragonato i numeri odierni sull’epidemia della Toscana, attualmente in zona arancione, e della Lombardia “che stamani ha più di 3.700 nuovi casi ed è ancora zona gialla”. Il presidente della Toscana ha osservato che “è vero che la Lombardia ha tre volte il numero di abitanti della Toscana, ma è anche vero che il rapporto tra 953 nuovi casi della Toscana e 3.700 della Lombardia è uno a quattro: quindi, se noi siamo in zona arancione quasi al limite del rosso, altre regioni sono in zona gialla avendo dal punto di vista dei contagi e delle terapie intensive delle posizioni molto superiori alla nostra, e questo voglio che a livello nazionale si chiarisca”.

Toti: “Zone colorate anche su base provinciale e comunale” Nel “pomeriggio di riunione con i colleghi presidenti delle Regioni per elaborare le nostre proposte al Governo Draghi in vista del rinnovo delle norme Covid”, il governatore ligure Giovanni Toti, oltre alle maggiori aperture in zona gialla, ha proposto anche “di regolamentare i passaggi di colore non solo su base regionale, ma soprattutto provinciale e comunale in modo da isolare le situazioni di rischio e le varianti dove è necessario”. Non solo: dal presidente della Liguria è stato chiesto di “anticipare la comunicazione del cambio di zona che non può arrivare a ridosso del passaggio stesso, in modo da consentire ai cittadini di programmare la propria vita”. Proposto anche di “cambiare alcuni parametri di valutazione del rischio (ad esempio dall’Rt sintomi all’Rt ospedalizzazioni, che tiene conto dei letti occupati negli ospedali) e allargare la cabina di regia in cui si decide anche ai Ministeri che valutano il danno economico e sociale delle misure prese”.

Fedriga: “Rivedere elenco attività a rischio” “E’ necessario rivedere l’elenco delle attività economiche che mettono a rischio la tenuta sistema sanitario perché possono agevolare la diffusione del virus, le quali non possono riprendere e vanno indennizzate, dando invece alle altre la possibilità di riaprire in sicurezza. Questa valutazione deve però avvenire sulla base di criteri e studi scientifici che tengano conto della situazione attuale e non solo sulla scorta di quanto già attuato nelle prime fasi della pandemia”. E’ questa la posizione espressa dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che, intervenendo sul tema del rischio di diffusione del virus in ambito scolastico durante la riunione odierna della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, ha ribadito la necessità di “valutare con attenzione le azioni di contrasto al Covid-19 evitando battaglie puramente ideologiche che spostano l’attenzione dalla drammatica situazione in cui versano le attività economiche”.

La Redazione

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