Coprifuoco alle 22. La Lega non vota il dl Covid. Draghi: “Fatico a comprendere”

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La Lega non vota il dl Covid. Si dice scontenta. “Abbiamo suggerito cinque cose e ne abbiamo avute zero” spiega Matteo Salvini, secondo cui “hanno prevalso criteri ideologici, non scientifici”. E ancora “Giornata lunga. Ho avuto cinque telefonate con il presidente Draghi”, per dire che “non avrei votato il decreto sulle riaperture” perché mantiene il coprifuoco alle 22. La versione di Matteo Salvini è in un’intervista al Giornale: “Tutte le Regioni, tutte tutte – spiega il leader leghista – chiedevano di rivedere queste norme”. Riferendosi al premier Draghi, Salvini ha spiegato: “Lui ha mediato, ma questa volta ha prevalso la linea della sinistra, dei 5 Stelle, di Speranza”. Per il leader della Lega, “c’è una realtà politica che considera i ristoratori, i baristi e i commercianti evasori. Ci sono partiti che non hanno grande dimestichezza con il privato, che non hanno familiarità con le realtà produttive e le loro esigenze”. Sull’ipotesi di lasciare il governo, Salvini risponde: “No, glielo garantisco. Però non votiamo i provvedimenti a scatola chiusa”; “fra quindici giorni, se ci saranno nuove aperture, voteremo un altro provvedimento favorevole a chi oggi è penalizzato”.

Di fronte ai capricci della Lega Draghi non si lascia condizionare. Secondo indiscrezioni raccolte dall’agenzia Adnkronos il premier ha detto che “le decisioni le abbiamo prese insieme, in cabina di regia. Francamente fatico a comprendere” (https://www.corriere.it/politica/21_aprile_21/coprifuoco-salvini-alza-posta-prime-crepe-maggioranza-243dde84-a2c4-11eb-a9ed-6c6ca72bdef6.shtml). Draghi insomma tiene il punto confermando la linea già concordata (anche con i ministri leghisti) qualche giorno fa. In quella sede (la cabina di regia appunto) si era stabilito il ritorno alle zone gialle, le aperture di bar e ristorante dal 26 aprile seppur con limiti rigidi . A vuoto è andata anche la sollecitazione dei presidenti di regione che chiedevano un allentamento dei vincoli. Draghi si sarebbe comunque mostrato aperto a rivedere l’orario del coprifuoco ma più avanti, almeno tra 15 giorni, in base al quadro epidemiologico

Il punto di frattura è rappresentato dalla lettura dei dati sanitari. Salvini insiste sul fatto che questi stanno migliorando (“Migliaia di posti letto si sono liberati”), sul fronte opposto prestano più orecchio alle posizioni dell’Iss che ancora pochi giorni fa raccomandava molta cautela nelle riaperture perché il virus sta ancora circolando. Questo è il primo punto di frattura in quello che sarebbe dovuto essere il governo dell’unità nazionale.

La Redazione

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