Coronavirus: ancora chiusi i 41 casinò di Macao.

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Rimarranno chiusi fino al 20 febbraio i 41 casinò di Macao, come misura precauzionale per il Coronavirus. Lo aveva annunciato il 5 febbraio il governatore dell’ex colonia portoghese, Ho Iat-seng: “Sospenderemo tutte le attività di gioco d’azzardo e quelle legate ai casinò per quindici giorni”. Duro colpo dunque all’economia di Macao, la piccola regione cinese in amministrazione speciale, come Hong Kong, dove la principale fonte di reddito per il Governo deriva proprio dalle tasse sul gioco d’azzardo. Sette hotel hanno sospeso le attività come risultato del netto calo dei visitatori e delle contromisure adottate contro il Coronavirus di Wuhan. Parliamo del Four Seasons Hotel, St. Regis Macao, Conrad Macao, Sofitel Macau al Ponte 16, il Grand Harbour Hotel, Legend Palace Hotel, e il Rocks Hotel. La capacità totale si aggira attorno alle 2.300 camere. Non era mai accaduto prima. Soltanto nel settembre del 2018 i casinò restarono chiusi per 33 ore per il passaggio del tifone Mangkhut. Macao con la metà dei casinò rispetto a Las Vegas riesce a introitare più del doppio della rivale statunitense, avendo dalla sua un immenso bacino di utenza rappresentato da 1,39 miliardi di cinesi e da popolazioni in crescita come quella di Taiwan e gli altri Paesi asiatici relativamente più vicini alla piccola cittadina del gioco. Anche la capacità di gioco dei visitatori delle due città è differente, infatti, Las Vegas viene visitata ogni anno da 43 milioni di perone che spendono 11 miliardi di dollari nei casinò, mentre Macao viene visitata solo da 30 milioni di visitatori all’anno, i quali però spendono 28 miliardi di dollari.

La decisione, spiega il governo locale, è stata presa dopo la conferma di nuovi casi di Coronavirus fra i lavoratori di casinò.

La Redazione

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