Covid-19. Aic: “I calciatori sono pronti a fare la propria parte”. Ma salta incontro con Lega serie A

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Tutti per uno…..ma nessuno per tutti. E’ il nuovo motto nel mondo del calcio che dall’emergenza economica provocata dall’epidemia di Covid-19 ne sta uscendo profondamente spaccato a metà. Uno strano paradosso: i calciatori della Juventus sarebbero disposti a rinunciare al proprio stipendio per un risparmio di 90 mln di euro ma la Lega Calcio no (http://cifonenews.it/covid-19-la-juve-rinuncia-agli-stipendi-la-lega-non-e-daccordo/). Per questo si sarebbe dovuto tenere ieri, 30 marzo, l’incontro tra Lega Calcio e sindacato dei calciatori, incontro mai stato. Ma l’Assocalciatori, presieduta da Tommasi, fa sapere in un comunicato: “I calciatori sono pronti a fare la propria parte, ma non dovranno essere i soli. Il momento è delicato e le recenti dichiarazioni del Ministro Spadafora lasciano presumere ancora qualche settimana di chiusura attività. In quest’ottica, e alla luce dell’accordo tra i calciatori della Juventus e la società, si è discusso della conclusione giocata dei campionati e delle eventuali tempistiche. Dalla Serie A ai Dilettanti l’auspicio è quello di, avendone le condizioni di sicurezza, poter portare a termine la stagione, fosse anche superando la data del 30 giugno. Le condizioni di ripresa dell’attività dovranno avvenire in condizioni di approfondito controllo medico e rispettando tutte le indicazioni che verranno fornite dai medici e dalla Fmsi. Nella purtroppo malaugurata ipotesi di chiusura anticipata della stagione lo scenario ci vedrà senz’altro partecipi della situazione e per questo i calciatori sanno di dover svolgere la loro parte”.

Intanto però il presidente della Figc Gabriele Gravina insiste: “La priorità è terminare i campionati entro l’estate, senza compromettere la stagione 2020-21. Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale. Vincenzo Spadafora ha detto che proporrà il blocco delle attività sportive fino alla fine di aprile compresi gli allenamenti, ma aspetterei la decisione del Consiglio dei ministri. Certo, è un messaggio che richiede alcune riflessioni – ammette il presidente della federcalcio – la prima riguarda il momento di grande difficoltà che stiamo vivendo e che sta cambiando i nostri modelli di vita. I nostri campionati sicuramente non riprenderanno prima di maggio, questo era uno scenario che avevamo già ipotizzato”.

La Redazione

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