Covid-19: anche la Russia cede. Chiudono casinò e ippodromi. Crisi bookmakers

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Sembrava che la Russia fosse impenetrabile, quasi immune al Covid-19. Ma così evidentemente non è, e anche lì si corre ai ripari per difendersi dal terribile nemico invisibile (http://cifonenews.it/covid-19-il-mondo-cala-i-sipari-dai-casino-di-las-vegas-alla-statua-della-liberta/). Così il governo della Federazione russa ha deciso di chiudere i confini per rallentare la diffusione del coronavirus. Sospesi i voli per la Cina, ridotti quelli per Bangkok (Thailandia), Shanghai (Cina), Male (Maldive) e New York (Usa). Anche il mondo del gioco si ferma. Anche se le scommesse sportive online stanno cercando in tutti i modi di offrire ai clienti qualsiasi cosa su cui scommettere. I bookmaker online russi hanno iniziato a promuovere le scommesse sugli eSport come mezzo per colmare il vuoto. Il settore del gaming soffriva già a causa delle cancellazioni di massa di eventi sportivi globali. Secondo quanto riferito il volume delle scommesse in Russia è diminuito di oltre il 50% e potrebbe crollare molto di più se la Premier League bielorussa dovesse rinunciare al suo attuale stato di unicità, poiché unica grande entità calcistica ancora funzionante.
Ma i casinò chiudono.
Summit Ascent Holdings, quotata a Hong Kong, ha annunciato che il suo casinò Tigre de Cristal nella zona di gioco russa di Primorye fuori Vladivostok ha sospeso le sue operazioni di gioco fino al 5 aprile. I casinò nella zona di gioco russa Krasnaya Polyana a Sochi hanno annunciato giovedì che avrebbero “temporaneamente sospeso l’ammissione degli ospiti” su consiglio delle autorità mediche della regione. Anche il casinò Altai Palace nella zona di gioco siberiana di Coin sta chiudendo le sue operazioni di gioco “fino all’emissione di un nuovo ordine del governo”. I casinò non sono le uniche strutture a chiudere: lo fanno anche gli ippodromi, incluso il Central Moscow Hippodrome e il Krasnodar Hippodrome. Nonostante abbiano cercato di continuare la propria attività a porte chiuse, così come era già successo in Italia, anche i russi si sono arresi alla minaccia Covid-19, salvaguardando la salute di allenatori, fantini e ufficiali di pista.
La Redazione

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