Covid calcio, Ronaldo ed El Shaarawy positivi. Si pensa alla ‘bolla’ stile NBA

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Aumentano i casi positivi al Covid nel mondo del calcio che fatica sempre di più ad andare avanti. Anche Cristiano Ronaldo che, settimana scorsa aveva violato la bolla per tornarsene con il suo aereo privato in Portogallo (http://cifonenews.it/covid-panenka-in-terapia-intensiva-calciatori-juve-violano-quarantena-e-volano-a-casa/), è risultato positivo al Covid. In una nota la Federcalcio portoghese ha fatto sapere che CR7  “sta bene, è senza sintomi ed è stato posto in isolamento”. Per lui niente sfida con il Crotone e niente debutto in Champions League con la Dinamo Kiev. “Ho sentito Cristiano Ronaldo, sta benissimo. Sta prendendo il sole..”, ha dichiarato Giorgio Chiellini dal ritiro della nazionale azzurra parlando del compagno di squadra. “Andiamo incontro a mesi difficili, e questo lo sappiamo. Io credo che alla fine la vera vittoria sarà aver finito questo campionato: so già che chiunque vinca si parlerà di torneo falsato, ma la verità è che sarà importante arrivare fino alla fine – ha aggiunto il difensore della Juve – Non siamo sorpresi da questa escalation di casi, dobbiamo andare avanti. Noi calciatori sappiamo di andare incontro a rischi, e siamo pronti a correrli. Dobbiamo andare avanti perché sappiamo che il calcio è un movimento economico, e per il valore sociale che sappiamo avere: nelle prossime settimane ci saranno altre chiusure, e credo il calcio sia importante per la gente”, ha concluso Chiellini. 

Intanto sbuca un caso di positivita’ al Coronavirus anche tra gli azzurri della nazionale di Roberto Mancini: lo ha annunciato il medico della nazionale, Andrea Ferretti, alla vigilia della partita con l’Olanda. Si tratta di Stephan El Shaarawy, “il cui tampone è a bassa carica, e potrebbe anche essere un falso positivo’. A fronte dei continui contagi che il protocollo calcio non riesce a contenere, torna a prendere corpo l’idea di un mini lockdown, una “bolla”. Tutte le squadre chiuse in ritiro, sul modello della Nba, anche solo per due settimane, uscendo solo per giocare, con test ogni 4 giorni. Ciò permetterebbe di evitare di smaltire i molti casi senza che nel frattempo se ne aggiungano altri, non rischiando così di interrompere il campionato.

La Redazione

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