Covid, morto il campione italiano di rugby Massimo Cuttitta.

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Il mondo dello sport piange Massimo Cuttitta, campione di rugby morto a 54 anni per Covid. Nella sua prestigiosa carriera ha indossato anche la casacca della Nazionale in 68 occasioni. Ad ufficializzare la notizia anche la Federazione Italiana Rugby che ha ricordato il gigante della palla ovale, con un breve comunicato di cordoglio: “Tutta la FIR si unisce al dolore della famiglia Cuttitta a seguito della scomparsa di Massimo, simbolo del nostro rugby. I nostri pensieri vanno in particolare al fratello Marcello e a tutte le persone che l’hanno conosciuto e apprezzato: l’ex pilone e Capitano della Nazionale, 70 caps tra il 1990 ed il 2000, si è spento oggi a 54 anni. Ciao Massimo, sempre insieme a noi”.

Era nato a Latina e cresciuto a Durban in Sud Africa, poi il rientro in Italia e il debutto all’Aquila e quindi inamovibile (nel senso che non indietreggiava mai) pilone sinistro della fenomenale squadra di Georges Coste che ha portato l’Italia nel Sei Nazioni. Appena venerdì, sempre all’ospedale di Albano (Roma), era morta la madre Nunzia, ugualmente colpita dal Covid.
Massimo Cuttitta resterà una vera e propria icona per il rugby italiano. Una vita per la palla ovale quella del classe 1966 (cresciuto con la passione per questo sport insieme ai fratelli in Sudafrica) che ha vestito in carriera le maglie di L’Aquila, Milan, Calvisano, Bologna, Roma, Alghero, Bologna e Leonessa. Al suo attivo anche un’esperienza all’estero a Londra con gli Harlequins. Il suo nome evoca dolci ricordi per la nazionale italiana: l’ex pilone ha difeso i colori azzurri in 68 occasioni. Memorabile soprattutto l’incontro a Grenoble nel 1997, contro la Francia con la vittoria della Coppa Europa, nonché il successo nel Sei Nazioni del 2000 contro i campioni in carica della Scozia.

La Redazione

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