Covid: numeri, nuove misure di contenimento e vaccino

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Nonostante il graduale appiattimento della curva di contagio da Covid 19, i numeri rimangono allarmanti. Nel bollettino di ieri si sono registrati 29.003 nuovi contagia (totale 1.509.875 positivi) e ben 822 decessi (totale di 52.850 dall’inizio dell’epidemia). La Regione con più casi positivi su base giornaliera rimane la Lombardia con 5.697 nuovi casi seguita da Veneto con 3.980 casi e Campania con 3.008 nuovi contagi. A fronte di questi numeri il prossimo dpcm di dicembre pare non allenterà più di tanto le misure di contenimento in vista delle festività natalizie. L’esecutivo sembra infatti intenzionato a non ritardare il coprifuoco, neanche per la vigilia di Natale e per il Capodanno. Probabile che venga confermato anche il divieto di spostamento tra le Regioni. Intanto oggi si deciderà le sorti di alcune Regioni che potrebbero passare da una fascia di rischio all’altra. Potrebbero diventare rosse Basilicata e Puglia e arancioni Lombardia e Piemonte. L’unica arma per l’immunità di gregge rimane il vaccino. A tal riguardo il commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ad Agorà su Rai 3 ha dichiarato: “Nell’ultima decade di gennaio partiremo con la somministrazione delle prime dosi del vaccino. Il ministro della Salute la prossima settimana presenterà il piano strategico per la più grande campagna di vaccinazione di massa che il Paese ricordi e, se il Parlamento lo approverà, partiremo con la vaccinazione delle prime categorie”.

Vaccino obbligatorio: sì o no? Favorevole all’obbligo è il professor Andrea Crisanti che in tv ha dichiarato: “In linea di principio non sono contrario, lo farei diventare obbligatorio non subito ma dopo 3-4 mesi, dopo aver avuto i dati sull’efficacia sul campo. A quel punto sarebbe anche più facile rendere il vaccino obbligatorio, dopo averlo somministrato già a milioni di persone. Vista l’efficacia del vaccino attorno al 90%, serve che venga vaccinato circa l’80% della popolazione”.

La Redazione

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