Covid: quali saranno le misure del nuovo Esecutivo?

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L’ultimo dpcm di Conte sta per scadere mentre la curva dei contagi da Covid sale. Si attende la linea del nuovo esecutivo che mercoledì dovrebbe incassare la fiducia delle camere. Quello che si prospetta, come riporta il Corriere, però sono più zone rosse per fermare le varianti estere di Covid-19 e l’ accelerazione della campagna vaccinale utilizzando anche le caserme e gli aeroporti. La strategia sembra escludere al momento il lockdown, puntando su interventi mirati proprio come sta già accadendo con la chiusura di intere aree decisa a livello locale, ma d’intesa con l’esecutivo. Appare difficile che possa esserci un allentamento dei divieti, anche se nei prossimi giorni dovrà essere effettuata una ricognizione per valutare se e come poter soddisfare almeno in parte le istanze delle varie categorie. Una delle priorità rimane quella di vaccinare nel più breve tempo possibile i cittadini e per questo saranno coinvolti militari e volontari della Protezione civile negli hangar e nelle caserme. In attesa di capire come, dopo il passaggio parlamentare della fiducia, verrà affrontato il problema Covid, è il centrodestra nelle sue varie articolazioni a reclamare un salto “di metodo”, anzi, un cambio di Cts. A scatenare le ire della Lega è stato lo stop del ministro Speranza, con il consenso di Mario Draghi, alla riapertura degli impianti sciistici. Duro commento di Massimo Garavaglia, il neo ministro leghista del Turismo: “C’è stato un danno per una scelta del governo e i danni vanno indennizzati”. Ha poi aggiunto: “La normativa attuale prevede, per assurdo, che il ministro competente possa prendere le decisioni in autonomia. Evidentemente c’è qualcosa da registrare. Penso che sarà oggetto di discussione. Ad oggi questa è la normativa”. Duro anche l’attacco leghista al consigliere scientifico del ministero della Salute, Walter Ricciardi, perchè sostenitore di un lockdown immediato. Ma Ricciardi replica netto “Chiedono le mie dimissioni? Sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia: altrimenti mi faccio da parte”. E poi torna a rimarcare: “C’è una situazione epidemiologica oggi grave, ingravescente e incompatibile con gli assembramenti. È di fatto pericolosa per l’arrivo di queste varianti che sono molto insidiose sia dal punto di vista della contagiosità che anche purtroppo della letalità. E sono pericolose anche per la capacità di sfuggire eventualmente al vaccino, come nel caso della variante sudafricana per AstraZeneca. Dobbiamo in questo momento serrare un po’ le fila e scegliere una strategia di aggressione nei confronti del virus, non di inseguimento”. Quanto allo stop alla riapertura degli impianti sciistici, con una decisione arrivata a poche ore dal semaforo verde programmato, “probabilmente non ha giovato questo passaggio di consegne – dice il consigliere riferendosi alla staffetta – ma di fatto la situazione epidemiologica prevedeva questo tipo di fenomeno già da ottobre-novembre. Infatti quei Paesi che non hanno chiuso gli impianti sciistici sono quelli, come la Svizzera, che hanno fatto penetrare la variante inglese e che in questo momento sono in condizioni peggiori”.

La Redazione

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