Ddl riordino giochi, Mirabelli (PD): “Serve riordino del settore che tuteli giocatori e industria. Seguire la scia dell’accordo Stato-Regioni”

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“Sulla questione del gioco non servono interventi spot o parziali,  ma un riordino completo del settore che dia certezze a tutti: industria del gioco e cittadini. L’obiettivo è ridurre la domanda e l’offerta, rivedere le regole sulla pubblicità e ridurre i punti vendita di gioco”. E’ quanto ha dichiarato il sen. Franco Mirabelli presentando il disegno dio legge che contiene “Disposizioni in materia di riordino dei giochi”. “Nella scorsa legislatura sulla materia è stato fatto un lavoro importante – con la riduzione del 30% del numero delle slot – ma parziale. Serve una legge di riordino che eviti conflitti tra concessionari di gioco da una parte, e enti locali e regioni dall’altra. Questo progetto di legge raccoglie l’eredità del documento approvato a settembre in Conferenza Stato Regioni e vuole tradurlo in un accordo operativo che abbia come obiettivi primari la tutela della salute dei cittadini e il contrasto al riciclaggio. In particolare – sottolinea Mirabelli – l’art. 13 approfondisce il tema della distribuzione delle sale sul territorio: serve un’intesa con le regioni affinché stabiliscano le dimensioni della presenza dei punti gioco nei rispettivi territori, ma le scelte adottate dovranno garantire il rispetto della  quota percentuale di apparecchi e sale consentiti, evitando al contempo concentrazioni di offerta di gioco. Abbiamo inoltre stabilito un’orario minimo di funzionamento degli apparecchi di 6 ore. Un altro punto importante è rappresentato dall’art 18 relativo alla qualità dell’offerta, che prevede un accesso selettivo con identificazione di chi gioca, tramite tessera sanitaria o carta di identità, sistemi di videosorveglianza dentro e fuori le sale e formazione specifica per gli addetti ai locali di gioco, oltre alla competa tracciabilità del denaro che entra e che esce. Inoltre in tema di antiriciclaggio, i concessionari dovranno rispondere di eventuali violazioni dei soggetti operanti nella propria filiera. Saranno infine rafforzati i poteri di Polizia e Guardia di Finanza per comminare sanzioni che proponiamo vengano devolute per il 560%  ai Comuni”. Mirabelli ha concluso affermando di “essere d’accordo con l’abolizione della pubblicità del gioco di cui si è abusato troppo in questi anni. La sanzione oggi prevista nel decreto Dignità – 5% del costo complessivo della sponsorizzazione – appare più una tariffa che non una vera e propria sanzione”. /Fonte Agimeg

25.07.2018

Maria Castellano, Giorn. FreeLance 

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