Draghi: “Decideremo quali aziende proteggere. Alcune dovranno cambiare”

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“Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi. Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta”. E’ quanto dichiarato da Mario Draghi in un passaggio del suo intervento in Senato per le comunicazioni in vista del voto di fiducia che avverrà questa sera, alle 23. Lo sguardo è al dopo pandemia, una visione lungimirante del Paese Italia che contemplerà necessari cambiamenti

“Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così”. Riscaldamento globale, progresso, benessere sociale ma soprattutto politiche del lavoro, rafforzamento degli strumenti esistenti, come capisaldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per quanto riguarda il Next Generation Eu il futuro presidente del consiglio ha dichiarato: “Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare, non solo dispiegando tutte le tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza delle nuove generazioni che ogni azione ha una conseguenza. Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni. Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica”. E ha aggiunto: “Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di programma presentata dal Governo uscente saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale. Voglio qui riassumere l’orientamento del nuovo Governo. Le missioni del programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva”.

La Redazione

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