Draghi: “i vaccini, la nostra prima sfida”. Chiamati all’appello esercito, forze dell’ordine e volontari

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La parola chiave per il neo presidente del consiglio, Mario Draghi, è: velocità. Sui vaccini bisogna correre. Nel suo discorso al Senato il premier ha spiegato chiaramente che non c’è più tempo da perdere, e che bisognerà ottenere più dosi più velocemente e somministrarle più in fretta. La circolare del ministero della Salute che dovrebbe uscire venerdì alzerà l’obiettivo a 500mila vaccinati al giorno. Perchè quella del vaccino è “la nostra prima sfida”, ha dichiarato Draghi, ovvero “distribuirlo rapidamente ed efficientemente”. E per farlo si farà affidamento sulla mobilitazione di tutte le forze di cui potrà disporre: dalla protezione civile all’esercito, le forze armate e i volontari. Il dipartimento guidato da Angelo Borrelli starebbe già preparando un dossier da inviare a Palazzo Chigi, per spiegare che ci sarebbero 300mila persone pronte subito a dare una mano.

“Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti”, ha spiegato Draghi riferendosi chiaramente al progetto delle primule di Arcuri. “Abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private”. Si puntano i palazzetti e gli stadi, ma anche le caserme e ogni spazio disponibile e spazioso dove poter organizzare una vaccinazione di massa.

La Redazione

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