Ecco perché Global Starnet rinuncia alla richiesta di sospensiva…

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A chi non è propriamente un esperto di diritto amministrativo, avrà certamente destato sorpresa il fatto che gli avvocati di Global Starnet abbiano optato per la rinuncia alla richiesta di sospensiva del provvedimento di revoca della concessione emanato da ADM con la sollecita fissazione dell’udienza di merito da parte del TAR.

Per inciso, non si pensi che la “sollecita fissazione” del giudizio di merito riduca il tutto al volgere di qualche mese. Basti dire che già 90 giorni se ne andranno per la comunicazione dell’avviso di fissazione dell’udienza; in termini pratici, potrebbe andarsene via quasi un anno.

Chiusa la parentesi, se da un lato l’accoglimento dell’istanza cautelare di Global Starnet dal Consiglio di Stato rende il provvedimento Adm immediatamente efficace, e non più sospendibile, dall’altro è praticamente impossibile che l’Amministrazione ne dia immediata attuazione, perché ciò comporterebbe l’interruzione, per un periodo che può…

Ecco perché Global Starnet rinuncia alla richiesta di sospensiva…

A chi non è propriamente un esperto di diritto amministrativo, avrà certamente destato sorpresa il fatto che gli avvocati di Global Starnet abbiano optato per la rinuncia alla richiesta di sospensiva del provvedimento di revoca della concessione emanato da ADM con la sollecita fissazione dell’udienza di merito da parte del TAR.

Per inciso, non si pensi che la “sollecita fissazione” del giudizio di merito riduca il tutto al volgere di qualche mese. Basti dire che già 90 giorni se ne andranno per la comunicazione dell’avviso di fissazione dell’udienza; in termini pratici, potrebbe andarsene via quasi un anno.

Chiusa la parentesi, se da un lato l’accoglimento dell’istanza cautelare di Global Starnet dal Consiglio di Stato rende il provvedimento Adm immediatamente efficace, e non più sospendibile, dall’altro è praticamente impossibile che l’Amministrazione ne dia immediata attuazione, perché ciò comporterebbe l’interruzione, per un periodo che può anche essere relativamente lungo, dell’attività di raccolta.

Il Consiglio di Stato, dal suo canto, si trova quasi vincolato ad accettare tale istanza, anche perché nel caso in cui si fosse trovato innanzi a una richiesta di sospensiva, avrebbe poi dovuto motivare i motivi del mancato o positivo accoglimento della stessa, andando inevitabilmente a condizionare quello che sarà il giudizio del TAR.

Sin troppo chiaro, dunque, l’obiettivo della difesa di addossare le responsabilità in capo all’Amministrazione, la quale avrebbe certamente preferito la concessione della sospensiva, perché ora, al 30 settembre p.v.,  sarà praticamente costretta a concedere una proroga, per evitare l’interruzione dell’attività di raccolta.

E va da sé che i legali della Global saranno pronti a dare battaglia su qualsiasi atto emanato dall’Amministrazione.

Ma questo, se vogliamo, è un inciso di poco conto rispetto al fatto che, nel frattempo, si terrà il processo penale (20 novembre) che andrà direttamente nel merito. E se la Global Starnet dovesse spuntarla in quella sede potrebbero aprirsi scenari che oggi sono inimmaginabili.

Comunque, non ci si può nascondere che il vero problema della Global è che  le sin troppe contestazioni che ha subito a livello tributario ne lasciano trasparire una condotta non proprio trasparente, di cui il giudizio di merito non potrà non tenere conto. Il fatto stesso che uno degli imputati sia stato assolto dall’accusa di evasione fiscale in quanto la soglia prevista dal codice penale è stata nel frattempo innalzata da 100 a 150k euro, significa che l’accertamento fattuale non è risolutivo; il reato, dunque, resta, e ciò crea un disvalore riguardo l’affidabilità del soggetto.

Altro elemento che pesa negativamente sulla concessionaria è la mancata sottoscrizione della convenzione di concessione, che di fatto la tiene fuori dall’attuale regime.

In definitiva, la prospettiva di una cessione della proprietà della Global Starnet ad altro soggetto economico – come avevamo anticipato, probabilmente a un fondo maltese – pare essere la soluzione migliore in tutti i sensi, anche perché risulta che l’acquirente si obbliga a pagare i 335 milioni richiesi dalla Corte dei Conti alla Global Starnet, che mai riuscirebbe ad ottenere con una negoziazione.

Vero è che, attualmente, sembra che fra i 4 soggetti istituzionali coinvolti, Consiglio di Stato, ADM, Anac e Procura della Repubblica, solo quest’ultima (e forse anche l’Anti Corruzione) abbia delle perplessità sull’avallare l’operazione, ma la brillante mossa degli avvocati di Starnet darà a tutti il tempo necessario per convincersi che, alla fin dei conti, la cessione della società andrà a scrivere una volta per tutte la parola fine sulla vicenda nella maniera meno dolorosa possibile.

Riceviamo nota e pubblichiamo (MC – PressGiochi)

Global Starnet: i legali rinunciano alla sospensiva pur di arrivare al merito in tempi brevissimi

Lo Staff: CifoneNews

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