Elezioni politiche: le aspettative del M5S e della Lega Nord sul gioco d’azzardo

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Il Movimento 5 stelle e la Lega Nord conquistano le elezioni 2018. I pentastellati si aggiudicano al primo posto con il 31 % dei voti; e la Lega di Matteo Salvini, che guadagna la dirigenza del centrodestra. Duro colpo per il Partito Democratico di Matteo Renzi, che ha dichiarato di abbandonare definitivamente i giochi proprio ieri sera.

Due partiti, che concretamente hanno sempre supportato politiche dure anche nei confronti del ramo del gioco d’azzardo e adesso, dunque, si dovrà comprendere in che maniera opererà sul settore.

Secondo quanto è riportato da una recente intervista rilasciata a Gioconews.it, Matteo Mantero, aspirante del Movimento cinque stelle, aveva spiegato: “La nostra opinione è che il gioco d’azzardo è certamente deregolamentato in maniera totale. Ci sono stati troppi appalti. Occorre ridare o mantenere il potere negli enti locali sul comparto, con l’abbassamento graduale dell’offerta di gioco sul territorio italiano. Occorre, per di più, porre un proibizione totale sulla pubblicità si diretta che indiretta, come si attua con le sigarette. Se saliremo al Governo la prima cosa che fronteggeremo sarà proprio questa”.

Inoltre, il pentastellato lascerebbe la sorveglianza del territori agli enti locali, sia sugli orari che sulle distanze delle bische da località sensibili, e poi, anche per ridurre la divergenza tra i citanti della filiera, suggerirebbe di equilibrare di nuovo la pressione fiscale su tutte le attività di gioco, fermo restando lo scopo della diminuzione dell’offerta.

Anche Giovanni Endrizzi del Movimento Cinque stelle ha espresso la sua in un post pubblicato sui social: “Un pensiero è rivolto anche ai lavoratori del settore: un conto sono gli amministratori e i distributori della filiera bassa che parecchio tempo fa campavano con calcio balilla, flipper e molto altro ancora. E sarebbero disposti ad una riconversione del comparto. Un’altra cosa sono le società multinazionali rivenditrici che spesso sono situate in paradisi fiscali, che stanno divorando la filiera bassa, poi quando le indagini scoprono l’infiltrazione della mafia nel gioco d’azzardo lecito, si chiamano fuori e si dichiarano parte offesa”.

Inoltre, Endrizzi ha aggiunto: “Bisogna escludere le concessionarie perché mettono lo Stato in società con membri puntano al lucro anziché alla tutela delle fasce vulnerabili. Con gli amministratori e distributori indipendenti siamo disposti ad un dialogo per identificare probabilità di riconversione del comparto. Soluzioni affidabili, congruenti e sostenibili sul piano sociale”.

Per quanto riguarda Giacomo Stucchi della Lega Nord, ha dichiarato ai microfoni del Gioconews.it:  “Gli incassi per lo Stato, scaturiti dal flusso di entrata alla voce gioco d’azzardo, sono numeri abnormi ed in aumento. Bisogna regolare la materia, tenendo ben presenti le catastrofi sociali provocate da quello patologico. Per di più, necessita un tavolo di dialogo ai differenti livelli per giungere ad una linea spartita. Non sottointendo che le differenze territoriali possano generare problemi differenti, tanto da essere addirittura ostacolanti”.

Uno degli obiettivi futuri, è quello di frenare i comportamenti patologici, che propagano ricchezza nell’erario dello Stato a danno della salute degli abitanti. E’ evidente che essendo un settore riscuote somme consistenti, non si può tralasciare come entrata fiscale, che comunque deve avere un valore morale.

 

Katia Di Luna

Giornalista freelance

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