Emilia Romagna: piano contro il gioco d’azzardo. Rizzo Nervo (Welfare): “Ogni anno 200mila euro per prevenzione”

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La Regione Emilia Romagna scende in campo contro il gioco d’azzardo patologico, fenomeno che dopo il Covid ha interessato sempre più gente. “Il gioco d’azzardo è esteso, pervasivo, molto difficile da seguire in quanto escono sempre forme nuove di gioco. Lo scenario futuro non lo conosciamo, ma è abbastanza certo che per quanto riguarda il gioco online le agenzie si inventeranno strategie sempre meno complesse in termini di accesso”. Lo dichiara Alessio Saponaro, dirigente regionale della Salute mentale e Dipendenze patologiche nel cui ambito rientra anche il gioco d’azzardo quando diventa ludopatia. Con la riapertura di tutti i locali e l’allentamento delle misure legate alla pandemia, la Regione ha messo in piedi un piano di prevenzione contro il gioco d’azzardo 2022/2025, presentato al ministero della Salute.

Il piano, come spiega Saponaro, prevede un sistema di rete fra servizi per le dipendenze patologiche, le strutture residenziali specializzate, le associazioni e i Comuni “che sono attori strategici nella prevenzione. Hanno fatto un grande lavoro nelle opere di distanziamento dei luoghi dove è possibile il gioco d’azzardo da quelli sensibili come le scuole e questo sta dando ottimi risultati”. Intanto la Regione ha stilato, nei giorni scorsi un Protocollo d’intesa fra tutte le università e le associazioni di volontariato avvalendosi dello studio e delle tesi di laurea come strumenti di comprensione del gioco patologico. “Attraverso gli studi e le tesi si fa cultura – sottolinea il dirigente – perché questo fenomeno impatta anche da un punto di vista sociale e giuridico visto che molte persone che hanno subìto gravi perdite tante volte di rivolgono agli usurai”. Per Saponaro slot machine, gratta e vinci e lotto sono i giochi più pericolosi “Perché sono quelli più di prossimità, che puoi trovare ovunque. Ma sicuramente il gioco online è destinato a estendersi in futuro. Adesso magari è approcciato dalle persone più giovani, più smart, che hanno più dimestichezza con internet, ma questa fascia di persone competenti è destinata a crescere e certamente le agenzie di scommesse inventeranno nuove cose e strategie”.

“La nostra attenzione non è recente ma negli ultimi tempi è stata potenziata perché è aumentata la preoccupazione – dichiara Luca Rizzo Nervo, assessore al Welfare al comune di Bologna –. E’ un tema che va affrontato in più ambiti: con l’Azienda Usl, il Sant’Orsola, l’Ufficio scolastico provinciale. Stiamo lavorando molto su questo ambito perché vediamo un attaccamento morboso al gioco già nei bambini. Infatti stiamo facendo incontri nelle scuole elementari nelle quarte e quinte, perché le famiglie sono preoccupate e non sanno come affrontare il problema. Non c’è ancora l’aspetto dell’azzardo, ma vediamo che attraverso gli smartphone si possono fare giochi elettronici che arrivati a un certo livello chiedono di pagare se si vuole continuare. E questa è una cosa che preoccupa. Per questo facciamo azioni conoscitive sui vari device e sui motori di ricerca nelle cuole ma anche fuori con i ragazzi, i genitori e gli insegnanti”. E ancora Rizzo: “Ogni anno ci sono 200 mila euro per la prevenzione del gioco d’azzardo e naturalmente ci rivolgiamo anche ai ragazzi delle medie dove anche qui emerge una grande competitività legata ai giochi sui device. Poi ci sono gli anziani, altra categoria che preoccupa. Qui prevenzione e incontri vengono fatti nei quartieri e nei centri di aggregazione perché tante volte la patologia da gioco d’azzardo è sommersa, nascosta perché le persone provano vergogna a parlarne e invece deve emergere. Noi mettiamo a disposizione i servizi per aiutare chi capisce di avere questa dipendenza che è in tutto e per tutto simile alle droghe o all’acol”. (https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/gioco-azzardo-piano-regione-1.7735690)

La Redazione

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