Faggiani (Anci) sul Gap: ““Non è con l’espulsione del gioco legale che si può fare prevenzione”

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“Non è con l’espulsione del gioco legale che si può fare prevenzione rispetto alle problematiche legate al disturbo o dipendenza da gioco d’azzardo. Bisogna procedere con l’educare, a cominciare dai giovani, sull’uso del denaro, sull’illusione del facile guadagno o del facile arricchimento; bisogna puntare sulla formazione del personale che opera nel settore, una formazione obbligatoria e ben fatta; bisogna migliorare le tipologie di controlli qualificando meglio coloro che ne sono addetti e coinvolgendo anche le polizie locali” lo ha dichiarato Domenico Faggiani, delegato dell’Anci Lazio, per il quale sta lavorando ad un tavolo di coordinamento sulle problematiche legate al gioco e membro dell’ Osservatorio regionale sul fenomeno Gap, che in una lunga riflessione torna sull’efficacia dei “distanziometri” introdotti dalle leggi in materia.

“Dunque – ha aggiunto – se non si vuole fare solo facile demagogia, è dal documento approvato a settembre dello scorso anno (Conferenza unificata Stato-Regioni) che bisogna ripartire, altrimenti si correrà un duplice rischio. Da un lato non si riuscirà a fare veramente prevenzione e quindi ad affrontare seriamente le problematiche connesse al disturbo da gioco d’azzardo, dall’altro si metterà seriamente a rischio il gioco legale a tutto vantaggio dell’illegale”. A queste perplessità “si sono aggiunti i dati contenuti nella ricerca dell’istituto Superiore di Sanità, presentati a Roma durante il I° Convegno Nazionale su Il gioco d’azzardo in Italia.  Dalla ricerca risulta chiaramente che i giocatori problematici preferiscono giocare lontano da casa e lontano dal luogo di lavoro, e per questo si spostano. Non sarà dunque il distanziometro, che sia di 300 o di 500 metri, ad evitare che queste persone possano giocare. È evidente che occorre un approccio di tipo completamente diverso” ha concluso Faggiani.

La Redazione

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