Fiasco (Alea): “Con l’online l’ampiezza dei consumatori si va espandendo di molto”

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Il rappresentante di Alea (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio) e consulente della Consulta nazionale antiusura, Maurizio Fiasco, nell’audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico del Senato ha dichiarato: “L’espansione del commercio di gioco d’azzardo nei paesi ultraliberisti è molto più contenuta rispetto a quella che si ha nei paesi dove prevale l’istituto del monopolio. Nell’attività che svolgono i clinici non è ininfluente se al di fuori del setting terapeutico ci sono messaggi univoci o doppi messaggi. Il gioco d’azzardo di cui parliamo oggi è industriale e moderno, non è quello di fine ‘800. Oggi mano a mano che il bisogno iniziale di gioco è soddisfatto, la domanda riduce la propensione a riconoscere lo stesso prezzo al bene-servizio offerto. Si ha quindi una crisi da sovrapproduzione in presenza di sottoconsumo e si riduce il margine”. E ancora Fiasco: “Nel corso degli anni c’è stato un modesto incremento delle entrate erariali e dei ricavi dell’industria privata, mentre c’è stata una decisa crescita del consumo lordo di gioco. In questo l’online svolge un ruolo fondamentale. Con il passaggio al digitale l’ampiezza dei consumatori si va espandendo di molto. Mentre nel gioco fisico l’esaurimento del budget arriva in 4/5 turni di gioco, nell’online occorrono circa 20 turni per esaurire il budget, quindi la reiterazione è la struttura fondamentale di questo nuovo tipo di approccio al gioco. Va poi sottolineato che nell’online il sud supera nettamente il nord, aspetto sicuramente curioso considerando che il settentrione è sicuramente più sviluppato dal punto di vista tecnologico. In generale, considerando sia il fisico che l’online, secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità in Italia risultano 18,5 milioni di soggetti adulti che giocano, 5,1 milioni vengono considerati abitudinari, 1,5 milioni problematici”.

Rispondendo alle domande dei senatori presenti il rappresentante di Alea ha spiegato: “Sull’illegalità posso dire che nella carriera di ogni giocatore patologico c’è l’esperienza di un contatto con la criminalità comune o con quella organizzata. Questi soggetti si rivolgono costantemente al gioco autorizzato, ma contemporaneamente anche a quello illegale. Le ragioni sono di tipo sistemico”.

La Redazione

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