GARRISI (STANLEY): ‘STATUITO CHE NOSTRI CTD POSSONO RACCOGLIERE SCOMMESSE’

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Il Ceo di Stanley Giovanni Garrisi commenta la sentenza della Corte costituzionale sul pagamento dell’imposta da parte dei Ctd.

“La nostra azione di contrasto davanti alla Giustizia Tributaria ha ottenuto un primo successo globale di fronte alla Consulta. Oltre 750 avvisi di accertamento, il 70 percento del totale ricevuto ad oggi da AdM, si avvia al binario morto procedurale che porta al loro annullamento. Milioni di ore di lavoro perduti tra funzionari AdmM, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Agenzia delle Entrate.

L’esposto Stanley alla procura della Corte dei Conti è doveroso”. Lo afferma l’Avvocato D. Agnello nel commentare anch’essa la sentenza della Corte costituzionale sul pagamento dell’imposta unica da parte dei Ctd.

“La Consulta ha espressamente statuito che i Ctd Stanley, pur operanti per un bookmaker senza la concessione dell’AdM, ‘nondimeno possono lecitamente raccogliere scommesse sul territorio nazionale’. Lo diciamo da un ventennio.

Ora dopo quattro sentenze della Corte di Giustizia Europea e migliaia di pronunzie nazionali di ogni ordine e grado, lo dice anche il giudice delle leggi. Si apre ora una stagione molto complessa per i risarcimenti”, prosegue Garrisi, evidenziando “l’assurdità di richieste di una Amministrazione ingiusta, che pretende che la Stanley paghi l’imposta due volte, in violazione dei più elementari principi fiscali sulla doppia imposizione. Un legislatore che con la legge di stabilità oggetto di censura della Consulta ha introdotto una sanzione per il fatto di essere un Ctd, facendo finta che si trattasse dell’imposta unica”.

La Stanley e i suoi Ctd, aggiunge Garrisi, “dovranno ancora una volta aver fiducia, come già in passato, nello Stato di diritto, che, come ho affermato tante volte, non mi ha mai deluso”.

“La Stanley – ricorda ancora – ha più volte dichiarato di non avere nessun problema di pagare l’imposta unica come tutti gli altri operatori. Ma solo a seguito del riconoscimento di legittimità che dovrebbe già da anni aver seguito il giudicato della Corte di Giustizia e della Corte Suprema di Cassazione”.

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA – Nella nota, Stanleybet ricostruisce anche i contenuti della sentenza della Corte costituzionale, che si è pronunciata su tre questioni sollevate nel 2015 dalla Commissione Tributaria Provinciale di Rieti, relative alla legittimità costituzionale dell’Imposta Unica sulle Scommesse e i Concorsi Pronostici disciplinata dal D.Lgs. 504/1998, come modificato dall’art. 1, comma 66, lett. b), della Legge 220/2010 (Legge di Stabilità 2011) evidenziando tra l’altro come “la Corte ha riconosciuto che, in mancanza di una chiara regolazione dei suoi effetti transitori, la norma innovativa della Legge di Stabilità 2011 non è conforme alla Costituzione, in quanto lascia i Ctd retroattivamente responsabili dell’Imposta Unica per gli a
nni pre-2011, senza alcuna possibilità di rivalersene, né verso il bookmaker estero, né verso gli scommettitori.
Questi effetti non sono, dunque, ancorati alla capacità contributiva dei Ctd, e la norma è stata perciò ritenuta contraria all’art. 53 Cost. Se la soluzione data alle situazioni successive potrebbe non convincere, e Stanley confida che, sul punto, altri Giudici di merito riproporranno adeguati quesiti di fronte alla Corte Costituzionale, quella relativa alle situazioni precedenti è di esemplare linearità”.
Quanto alla situazione dei bookmaker sanati, Stanley consiglia loro “di inviare all’Amministrazione immediate lettere di messa in mora e di interruzione della prescrizione.
Sappiano che la sanatoria non può essere revocata, ma ad una prima analisi ci sembra che una parte di quanto è stato pagato possa essere restituito dall’Amministrazione a questi operatori o compensato a fronte di altri pagamenti futuri dovuti.
I Ctd e/o Ced di questi operatori sappiano che tutti i loro avvisi di accertamento, al momento in particolare quelli per periodi di imposta precedenti al 2011, possono essere facilmente annullati e, se hanno già generato pagamenti all’Amministrazione, quelle somme possono essere restituite, con riserva di pretesa di tutti i danni subiti”.
Fonte: GiocoNews
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Giovanni Garrisi, (Stanley) spiega il progetto Cartago

Giovanni Garrisi, direttore delle strategie e membro del Board di Stanleybet, spiega a BetAndEconomyNews il progetto Cartago, portato avanti dalla sua azienda per “riportare ordine nel mondo delle scommesse on line”.

Come è arrivata Stanley a un importante progetto organizzativo e legale come il progetto Cartago?
Il problema numero uno del sistema legale italiano, che è composta dai concessionari e dai Centri Trasmissione Dati Stanley, è la presenza degli operatori illegali. Cartago nasce dal rapporto costruttivo che si è sviluppato negli anni con gli operatori di polizia giudiziaria che erano mandati a chiudere i CTD Stanley, costretti poi dopo pochi giorni a tornare a riconsegnare le attrezzature. Da un certo punto in poi abbiamo cominciato, dopo l’avvenuto dissequestro dei CTD, a chiedere audizioni per spiegare come mai, per Stanley e solo per Stanley, la normativa andava disapplicata per conflitto con il diritto comunitario. A Liverpool nel dipartimento legale siamo organizzati come se fossimo una vera e propria Procura della Repubblica. Abbiamo poi reclutato nelle università Italiane esperti di logistica e giovani legali, per lo più penalisti, che si sono affiancati in training ai legali storici. I logistici cercano i centri della concorrenza, li catalogano, acquisiscono la prova del reato. Il tutto va a Liverpool dove la Stanley scatena poi i legali nella preparazione delle denunce, udienze, colloqui con i tribunali, audizioni presso ufficiali di polizia giudiziaria e via dicendo.

Come sta andando il vostro sito .it? Siete soddisfatti della risposta dei vostri utenti?
La risposta degli utenti e’ stata entusiastica, ma stiamo completando l’offerta in modo da poter essere competitivi al massimo livello. Siamo soddisfatti anche di aver potuto mostrare che la Stanley, che opera anche in altri 7 paesi europei con licenza regolare delle autorità locali, offline e online dove prevista, non rifiuta a priori, come molti dicono, l’entrata nel sistema concessorio, quando gliene viene data la possibilità.
Prenderete una licenza per il gioco a terra?

Si, se saranno revocate tutte le attuali concessioni, e il sistema sarà riformato in modo da mettere tutti gli operatori sullo stesso piano. Il problema è che la Stanley è stata discriminata all’ingresso nel sistema concessorio sia nelle gare del 1999 (sentenze Gambelli e Placanica) sia nelle gare, cosidette Bersani, del 2006 (sentenza Costa – Cifone). La sentenza Placanica, che si riferisce ad un caso precedente alle gare Bersani, proponeva alle autorità Italiane due possibili rimedi: o la revoca di tutte le concessioni illegali precedenti (cioè le 1000 delle gare CONI del 1999) o la messa a gara di un numero “adeguato” di nuove concessioni. Lo Stato Italiano ha scelto la seconda opzione, con le gare Bersani. Nel fare ciò però ha nuovamente creato un impianto discriminatorio, proteggendo gli operatori storici e facendo in modo che la partecipazione di Stanley alle gare Bersani, come ha riconosciuto la sentenza Costa – Cifone, fosse impossibile. Si sente dire spesso che la nuova gara per le 2000 concessioni è giustificata dal fatto che lo Stato Italiano ha a disposizione la seconda opzione prevista dalla sentenza Placanica. Questo è totalmente errato: non la ha più perché la ha già usata bandendo le gare Bersani. Se una gara con un numero adegato di concessioni poteva ben “annacquare” le precedenti 1000 concessioni discriminatorie CONI della gara del 1999, oggi, che le concessioni discriminatorie sono diventate 16000 una nuova gara per un numero “adeguato” non può certo essere per 2000 concessioni, per di più per un brevissimo periodo, 3 anni e mezzo o meno. Bisognerebbe casomai parlare di 50.000 concessioni, ma il mercato non potrebbe reggere un simile impatto. Resta solo la prima opzione: la revoca di tutte le concessioni. E’ chiaro che si tratta di un problema che non ha soluzione fino al 2016.

Il vostro atteggiamento nei confronti di AAMS è cambiato molto, da ostile a collaborativo. E il loro nei vostri confronti?

Abbiamo capito che AAMS ha ereditato dal CONI un sistema che era già irrimediabilmente compromesso e quindi abbiamo cominciato a vedere AAMS come una componente incolpevole del sistema. AAMS applica la legge. E’ il legislatore che ha sempre protetto gli operatori storici, in barba ad ogni regola di non discriminazione e competitività. Il nostro atteggiamento non e’ mai stato ostile verso AAMS. E’ stato ostile verso l’applicazione di leggi che violano il diritto comunitario e, per questa via, hanno discriminato Stanley. E, con fermezza, ne abbiamo chiesto e (spesso) ottenuto la disapplicazione. L’atteggiamento di AAMS verso Stanley è di doverosa attenzione ad un fenomeno che ormai tutti abbiamo interesse a ricomprendere all’interno del sistema concessorio, non appena possible, Stanley compresa. 

Si parla di vittorie legali, ma la più famosa, quella in Corte di Giustizia Europea, è stata ottenuta dai signori Cifone e non del bookmaker Stanley. Cosa rispondete a chi vi accusa di esservi appropriati di una sentenza appartenente a dei centri collegati soltanto commercialmente a voi?
Quando il giudice a quo del procedimento penale instaurato a carico del signor Cifone si rivolge alla Corte di Giustizia lo fa non per fare un favore al signor Cifone. Lo fa perché ha un dubbio e chiede alla Corte Europea, che è il guardiano dell’applicazione del Trattato, di chiarire una possibile contraddizione tra il diritto interno di un paese, in questo caso l’Italia, e il diritto europeo. Il signor Gambelli, il signor Placanica, il signor Costa, il signor Cifone sono stati dei titolari di CTD Stanley. Le sentenze che portano il loro nome, sono sentenze interpretative del diritto europeo che riguardano la Stanley e le discriminazioni da lei subite nei suoi molteplici tentative di accesso al sistema concessorio.

E’ solo quando la sentenza torna al giudice a quo, che diventa direttamente applicabile ai singoli casi, ma per tutti, non solo per i signori i cui nomi sono nelle sentenze.

Stanleybet attacca frontalmente gli altri operatori .com presenti in Italia. Perché cita solo i due che da anni portano avanti delle battaglie simili alle vostre e non i .com gestiti dalla criminalità?
Il progetto Cartago è un progetto di ripristino della legalità, che nel sistema è violata non solo dagli operatori illegali, ma anche dall’illegale applicazione di leggi che andrebbero invece disapplicate perché confliggono con il diritto comunitario. La Stanley considera illegali tutti gli operatori, diversi da Stanley, che siano privi di concessione e che non possano dimostrare di essere stati impediti, in violazione del diritto comunitario, all’accesso al sistema concessorio. Probabilmente ne erano citati solo due come esempi dei più noti ma mi risulta che i protocolli Cartago si applicheranno a tutti gli operatori che sono nella condizione che ho appena citato.

Girando sui vostri siti non si capisce se Stanleybet è una società con licenza maltese, inglese o di curacao. Avete un sito .it e un sito .net per accettare gioco. Ma non sarebbe vietato?
La Stanley ha licenza di molteplici paesi dato che è un operatore globale in Europa. Entrambi i siti .it e .net sono perfettamente legittimi. Comunque dal sito .net, che è preesistente al sito .it, non sono mai state in passato ne vengono accettate attualmente scommesse.

Avete rapporti con Gino Tancredi?
Abbiamo rapporto, in vari modi, con tutti gli operatori che sono titolari di concessione AAMS, e il signor Tancredi è uno di loro.

Perché Stanley non ha negozi in Inghilterra, pur avendo una licenza?
Perché i suoi oltre 600 shop inglesi sono stati venduti alla William Hill e la Stanley ha dovuto rispettare, da contratto, un lungo periodo di non concorrenza sul territorio Inglese. Tale periodo è però ora scaduto e la riapertura del marchio Stanley in Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord è imminente.

Perché Stanley parla di discriminazione quando raccoglie gioco solo attraverso CED indipendenti e non in modo diretto?
Se a Stanley non e’ stato consentito di entrare nel sistema concessorio, Stanley è stata discriminata proprio nella sua volontà di raccogliere in modo diretto, come hanno potuto fare tutti gli altri. Allora Stanley, ai sensi della sentenza Placanica fornisce il suo servizio e nel farlo si serve di intermediari che sono i CTD. E’ lo stesso modello che usano anche, parzialmente, Match Point ed Eurobet, Snai e altri operatori. Come loro hanno la Concessione Stanley ha la legittimizzazione Europea. Poi Concessione o legittimizzazione il diritto si esercita attraverso agenti.

La Redazione

 

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