Giochi, l’Emilia-Romagna vieta ai minorenni l’uso delle ticket redemption

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Svolta in Emilia-Romagna sul controverso caso delle ticket redemption, le macchinette per bambini che non distribuiscono premi in denaro, ma in ticket da un punto ciascuno che danno diritto, accumulati, a ritirare oggetti anche costosi.
In una delle regioni simbolo del divertimento, infatti, tali apparecchi che assomigliano, in alcuni casi, a vere e proprie slot machine (in quanto le vincite non sono frutto dell’abilità del giocatore, ma del puro caso), sono stati vietati ai minori.
La Giunta dell’Emilia-Romagna ha infatti dato l’ok alla delibera in cui sono contenute le modalità attuative del divieto di utilizzo delle ticket redemption da parte dei minori.
Il testo introduce, per i gestori, l’obbligo di affiggere nei locali l’apposita locandina regionale in cui viene menzionato il divieto di utilizzo delle ticket redemption da parte dei minorenni e l’obbligo di affiggere, in modo visibile su ogni apparecchio oggetto del divieto, un avviso in cui deve essere chiaramente indicato che l’utilizzo è vietato ai minori di 18 anni.
I gestori, inoltre, devono accertare l’età del cliente, tranne nei casi in cui la sua maggiore età sia evidente. Se minorenne, non devono vendergli i gettoni, né consegnargli il premio derivante da una vincita. Nel caso di violazione degli obblighi da parte dei gestori, è prevista l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie.

Le disposizioni diventeranno operative dal trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione sul Bollettino della Regione.

L’iniziativa farà discutere perché diversi apparecchi presenti nelle sale giochi nella regione, in particolare quelle riservate ai bambini, sono dei veri e propri giochi di abilità e le vincite sono irrisorie, per cui si rischia di dare un altro duro colpo all’industria dell’intrattenimento.

Antonio Bargelloni

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