Governo Draghi: primo step sbloccare il Ristori 5 per bonus e indennizzi

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In standby il decreto Ristori 5 predisposto dal governo Conte bis, ma rimasto nel cassetto per via della crisi di governo. Il decreto approvato con uno scostamento di bilancio di 32 miliardi mira a sostenere con indennizzi e bonus le categorie più colpite dalla pandemia e dai lockdown dei primi mesi del 2021. Ma ora, con l’allargamento della coalizione di governo e le nuove misure restrittive verso alcuni settori, impianti sciistici in testa, quei miliardi pare siano insufficienti. Adesso, solo per il settore sciistico, la Lega, che ha preso i ministeri dello Sviluppo con Giancarlo Giorgetti e del Turismo con Massimo Garavaglia, dà voce alle richieste degli operatori di ristori per 4, 5 miliardi (https://www.corriere.it/economia/lavoro/21_febbraio_16/decreto-ristori-richieste-gia-oltre-32-miliardi-lega-chiede-45-miliardi-lo-sci-17e719d4-7024-11eb-8f84-ab1601eaf9fe.shtml).

Che andrebbero coordinati con i ristori perequativi (a favore di chi non ha ricevuto precedenti indennizzi e ha subito perdite di fatturato di almeno il 33% nel 2020 sul 2019) già predisposti nella bozza Conte e che assorbivano circa 8 miliardi. C’è poi il pacchetto preparato dall’ex ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S), che da solo vale 11 miliardi. Contiene la proroga della cassa integrazione, alla quale è collegato il blocco dei licenziamenti: fino a 8 settimane per le aziende che usano la cig ordinaria e fino a 26 per le piccole (cig in deroga e fondo integrativo). Ma anche un’indennità di 3 mila euro per i lavoratori stagionali e intermittenti, la proroga di Naspi e DisColl, contributi a fondo perduto senza codice Ateco, bonus 1000 euro per Partite Iva, una pace fiscale 2021 con rottamazione quater delle cartelle esattoriali e nuovo saldo e stralcio, altri due mesi di Reddito di emergenza, un miliardo in più per il Reddito di cittadinanza. Misure queste ultime che non piacciono alla Lega. Che invece potrebbe chiedere più aiuti per i lavoratori autonomi rispetto al miliardo e mezzo previsto dalla bozza Conte per l’esonero dei contributi.

La Redazione

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