Governo, verso l’obbligo del green pass per accedere a luoghi chiusi ed eventi

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Si continua a discutere di green pass in cabina di regia del Governo. L’ipotesi di obbligatorietà per accedere a luoghi chiusi con rischio di assembramenti sembra essere realtà nonostante la contrarietà del leader della Lega, Matteo Salvini. “Mi auguro non ci siano scelte draconiane, improvvise, imponderate, che escludono la maggioranza degli italiani dal diritto al lavoro, allo spostamento”, avverte Salvini. La risposta arriva dalle ministre di Forza Italia, Mariastella Gelmini “il green pass serve per incentivare le vaccinazioni ed evitare possibili nuove chiusure” e Mara Carfagna “non è una camicia di forza, ma uno strumento di libertà che consenta agli italiani di svolgere in sicurezza attività che oggi o non si possono svolgere o possono svolgersi ad altissimo rischio”. Ma in serata il leader della Lega rilancia: “Il green pass domani mattina significa togliere 30 milioni di cittadini italiani il diritto alla vita”. Posizione molto diversa quella del titolare della Salute, Roberto Speranza, che ha sottolineato come la strada scelta “serve a mantenere tutta Italia in zona bianca, scongiurando il rischio determinato dall’aumento di contagi che alcune Regioni passino in zona gialla durante l’estate” (https://www.corriere.it/politica/21_luglio_22/green-pass-decreto-obbligatorio-una-dose-ristoranti-chiuso-due-volare-d6685f0e-ea5d-11eb-b40a-18a6d12f4688.shtml?refresh_ce). Dai governatori è già arrivato il via libera al green pass con doppia dose per i grandi eventi. “La Conferenza delle Regioni – conferma il presidente Massimiliano Fedriga che guida il Friuli Venezia Giulia – ha elaborato alcune proposte sull’uso del green pass in un’ottica positiva, ovvero per permettere la ripresa in sicurezza di attività fino ad oggi non consentite o limitate. Ad esempio grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi“. Per incentivare i cittadini a completare il ciclo vaccinale, nel decreto sarà specificato che il Green pass rilasciato a chi ha fatto la prima dose non sarà più valido se non ci si presenta all’appuntamento per la seconda.

Rimane tuttavia aperta la trattativa con i presidenti di Regione sui nuovi parametri per il passaggio tra le fasce di rischio che tengano conto dei ricoveri e non soltanto dell’incidenza dei nuovi contagiati settimanali su 100mila abitanti. La mediazione va avanti da giorni perché i presidenti delle Regioni ritengono che le percentuali indicate dal governo – 5% per le terapie intensive e 10% per i reparti medici, siano troppo restrittive e stamattina presenteranno una controproposta.

La Redazione

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