Grosseto, poliziotta ludopatica condannata a risarcire 129mila euro di multe incassate

148 0

Condannata a risarcire al Ministero dell’interno 129 mila euro. E’ quanto ha deciso la Corte dei Conti per l’ex poliziotta di Grosseto accusata di essersi impossessata degli introiti derivanti da 174 operazioni di cassa relative alle contravvenzioni trattate dall’Ufficio Verbali. La donna avrebbe ammesso di essere affetta da ludopatia motivo per cui continuava ad appropriarsi di soldi non suoi, tra il 2017 e la fine del 2019.

La cifra da risarcire include anche 18 mila euro che rappresentano la stima delle ore sottratte al lavoro per delinquere. Si legge in sentenza, come riporta La Repubblica (https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/09/15/news/poliziotta_con_il_vizio_del_gioco_rubava_i_soldi_delel_multe_condannata_risaricre_129_mila_euro-317826206/) che  “il danno da lesione del rapporto sinallagmatico in quanto le energie lavorative della dipendente sono state distratte dai compiti istituzionali per essere destinate al compimento di condotte illecite di rilievo penale in orario di servizio…. E’ ovvio, tuttavia, che la condotta illecita causativa del danno non è il gioco d’azzardo, ma il mancato versamento e l’appropriazione di somme di denaro di proprietà dell’Amministrazione, nonché l’attività volta all’occultamento del peculato, condotte che si sono svolte durante l’orario di lavoro”.

Secondo quanto emerso dalle indagini la poliziotta aveva monopolizzato “la gestione della cassa, inibendo ad altri l’accesso telematico al riepilogativo mensile del conto corrente” ed inoltre avrebbe dato ai sottoposti “la direttiva orale che le somme dovute dai contravventori venissero riscosse in contanti; in caso di dissequestro del mezzo bisognava dire agli interessati che il pagamento andava fatto in Ufficio in contanti e non tramite bollettino postale”.

In sentenza la Corte dei Conti allega la piena confessione resa dall’indagata al gip del Tribunale di Grosseto: “E’ tutto vero. Ammetto gli addebiti… Rispetto all’ammontare della cifra non me ne sono resa conto. A monte di questo c’è una patologia da parte mia rispetto alla quale sto iniziando a curarmi. La malattia è quella delle macchinette…Nessuno si è accorto degli ammanchi perché gestivo io i registri di cassa e andavo io a fare i versamenti alle poste, quindi è stato semplice”.

La Redazione

Nessun commento

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *