Horse Angels: “Disciplina dell’Ippicoltura? Preoccupiamoci di risolvere i molti problemi aperti”.

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L’Associazione Horse Angels, da anni ormai in prima linea per la difesa e il rispetto dei cavalli, risponde alla proposta di legge di Maria Chiara Gadda (IV) alla Camera su la ‘Disciplina dell’Ippicoltura’ (http://cifonenews.it/camera-pdl-gadda-su-disciplina-dellippicoltura/)

“Letta la proposta di legge del deputato Gadda per pompare il numero di cavalli in Italia, ecco le nostre osservazioni.
Qualità e non solo quantità – scrive Horse Angels –
Serve maggiore tutela del cavallo e delle persone interessate ai cavalli da fregature, negligenze, molestie, che recano danni anche permanenti – come nel caso di abusi sessuali a minorenni, visto che l’equitazione è il settore sportivo con maggiori denunce e processi attualmente in Italia per abuso sessuali di minori, o incidenti evitabili che provocano disabilità con operatori neppure assicurati adeguatamente, per non parlare del livello di nero massiccio, con persone occupate senza adeguato contratto di lavoro sportivo o agricolo, poi prive di pensione a fine carriera, cavalli venduti senza pezze di appoggio e il resto dell’abusivismo diffuso.Per l’ippica poi, non è mai stato risolto l’annoso problema del fine carriera di cavalli che fanno farmaci e integratori che rendono poi quegli animali non macellabili, mentre i cavalli dell’ippica finiscono regolarmente alla macellazione abusiva e alle corse clandestine. Per fronteggiare le corse clandestine, occorre piena tracciabilità dei cavalli “dismessi” dall’ippica, il divieto di allenamento dei cavalli ippici in strada (con ritiro colori ad operatori beccati in tale pratica), sanzionare anche gli spettatori alle corse clandestine, e maggiori controlli sui prestanome ippici, per evitare che persone già censurate per delitti di mafia, scommesse clandestine, corse truccate, maltrattamento animale, possano continuare bellamente a far parte della compagine ippica. Infine, occorre occuparsi di tutela dei lavoratori del mondo del cavallo, spesso sottooccupati, occupati in nero, privi di ammortizzatori sociali in caso di incidenti o fine carriera, esattamente come i cavalli di cui si occupano.La proposta di legge per la promozione della disciplina dell’ippocoltura, non tocca e non prende in considerazione alcun problema nel mondo del cavallo, tranne quello della mancanza attuale di liquidità per aumentare il numero di cavalli in circolazione (in un momento storico in cui l’offerta di vendita di cavalli supera grandemente la domanda)”. 

La Redazione

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