I sindacati del gioco al Governo: “immediata riapertura per tutela posti di lavoro”

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 Nota congiunta di Acadi-Confcommercio, Astro-Confindustria, Egp-Fipe, Sistema Gioco Italia-Confindustria, Fiegl-Confesercenti, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, contro la decisione del Governo di rinviare la riapertura delle attività di gioco al primo luglio. “Il Governo – scrivono i sindacati – assieme alle Giunte e ai Consigli regionali e delle province autonome, mostri chiaramente l’intenzione di rinnovare la scelta di controllo pubblico sull’offerta di giochi a larga diffusione, come le scommesse, il Bingo e gli apparecchi da intrattenimento, riconoscendo la validità dei protocolli di prevenzione di settore, consentendo l’immediata riapertura delle attività e intervenendo concretamente a supporto della liquidità e della continuità delle imprese che conducono questi servizi pubblici, tutelando i relativi posti di lavoro. In assenza di questa chiara scelta politica, si prepari ad affrontare la restituzione di larga parte dei giochi in denaro all’economia sommersa e alla criminalità organizzata, depauperando il patrimonio di esperienze aziendali, di professionalità di migliaia di lavoratori e di opportunità di tutela di milioni di consumatori.
Le accurate procedure di prevenzione dei rischi Covid – prosegue la nota – adottate dalle aziende consentono sin da subito un riavvio delle attività, in allineamento a quelle di molti altri settori dell’intrattenimento, del tempo libero e della ristorazione, che si prevede di autorizzare anche in ambienti chiusi. Il mancato riavvio delle attività, unito alla perdurante assenza di supporti alla continuità dei servizi di raccolta dei giochi regolamentati, con la sicura crisi finanziaria di molte aziende di settore, in condizioni di ulteriore difficoltà di accesso al credito, costituiscono un inevitabile presupposto al default progressivo di larga parte del sistema di raccolta controllata delle scommesse, del bingo e degli apparecchi da intrattenimento. A tale stato di crisi della maggior parte delle aziende del comparto – conclude la nota dei sindacati – con l’interruzione di attività di centinaia di sale, anche in ragione delle irrazionali limitazioni introdotte da numerose amministrazioni regionali e locali, non potrà che far seguito, nei prossimi mesi, una rilevantissima perdita dei posti di lavoro, nell’ordine delle decine di migliaia”.

La Redazione

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