Il 2019 per le scommesse italiane, come sarà?

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Il Governo Conte, questa volta, ha deciso di colpire e in modo alquanto pesante il mondo del betting e delle scommesse online: gli aumenti non hanno avuto la mano leggera e si prevedono dal 18% al 20% per le scommesse sportive fisiche, dal 22% al 24% per quelle a distanza e dal 20% al 22% per quelle virtuali. Con questo intervento dell’Esecutivo Giallo-Verde c’è proprio il rischio che alle imprese già “in bilico” sia stato dato “il colpo di grazia” e qualcuno naturalmente sceglierà di abbandonare definitivamente il settore. E queste decisioni di abbandono stanno toccando ogni segmento del gioco, e non solo il comparto del Betting italico, anche perché con le normative che regolano il nostro Paese gli investimenti stranieri si stanno “assottigliando” sempre di più: non si vuole rischiare con un mondo (italico) dei giochi così tentennante e lo scenario attuale del settore ludico, ivi compreso il segmento delle scommesse, non è decisamente il migliore per pianificare qualsiasi tipo di strategia aziendale.

É, infatti, un momento estremamente delicato in modo particolare per gli investitori ed i bookmaker esteri che non si sentono di rischiare in un quadro che si rappresenta alquanto drammatico per l’industria delle scommesse. Purtroppo, la posizione di questo “settore scommesse” è quella di stand by: si prosegue con la raccolta e con la pubblicità concessa sino al prossimo 14 luglio 2019, e proprio per questo è estremamente difficile programmare, pianificare o studiare azioni o strategie di qualsiasi tipo. Come è inutile sottolineare che il Decreto Dignità abbia certamente “rovinato un po’ l’insieme del settore” e tutti sembrano stare alla finestra per vedere cosa succederà: e da qui lo “stand by” annunciato nelle righe precedenti perché oggi per qualsiasi impresa “mettere in piedi una iniziativa sbagliata” vorrebbe dire “morire commercialmente ed industrialmente”.

Le imprese, come quelle dei migliori casino online, sperano esista ancora qualche escamotage perché si apra un “qualsiasi varco” in un divieto totale ed assoluto: ma le sanzioni previste, in caso di inosservanza delle norme, sono estremamente “importanti” ed invitano, ovviamente, alla estrema prudenza, specie per alcune piccole società. Quindi, avere paura di muoversi a livello commerciale ed avere una certa circospezione è assolutamente legittimo e decisamente quasi d’obbligo. Forse, vi potrebbe essere qualche spiraglio per rispettare le indicazioni dell’Europa per salvare una parte della comunicazione pubblicitaria ed anche per avvicinarsi alla normativa di Paesi limitrofi al nostro, come la Spagna, guardando ciò che quest’ultima intende mettere in campo per il proprio mondo del gioco. Non bisognerebbe mai dimenticare, uscendo da quell’ostracismo che purtroppo l’italico gioco, e particolarmente quello delle scommesse, suscita nel nostro Paese che una buona pubblicità, regolata e regolamentata con intelligenza, non ha mai “condotto alcuno alla perdizione”. E ricordare, soprattutto, che in nessun Paese europeo viene bandita in modo così assoluto e totalizzante: questo dovrebbe far riflettere il nostro Legislatore.

Ma i nostri operatori del gioco hanno pure a che fare con il bando delle scommesse: problema che si trascina da un bel po’ di tempo e che è di estremo interesse per entrare sul mercato con tanti punti a disposizione sull’italico territorio: mercato considerato, nonostante tutto, uno tra i più importanti per il Betting a livello europeo. É evidente che l’ennesimo slittamento del bando di gara, e l’incertezza in generale che attraversa il nostro gioco, aumenta l’instabilità a tutti i livelli e, quindi, anche e soprattutto quello delle scommesse. Forse, qualche novità si potrà avere concretamente solo verso la metà di questo nuovo anno con i concessionari che possono continuare ad agire con le loro attività con il “beneplacito” del Governo che non riesce ancora oggi a “mettere a posto” le tantissime licenze che in questi anni sono state concesse dai vari Esecutivi che si sono succeduti.

E poco importa, evidentemente, alle istituzioni ciò che statuisce il codice degli appalti che vieta in modo assoluto, e con fermezza, le proroghe continue in qualsiasi settore: il Betting entra nel terzo anno, quindi… Oggi come oggi, per capire cosa succederà nel mondo dei giochi, bisognerebbe avere una bella e lucente sfera di cristallo: che intenzione avrà questo nuovo Esecutivo Giallo-Verde nei confronti del settore ludico in tutti i suoi comparti, visto poi come è stato messo in campo il Decreto Dignità che non ha “ascoltato nessuno degli interpreti” dei segmenti interessati da tale provvedimento ed ha sorpreso ovviamente tutti? Diventa fin troppo evidente che, al momento, nessuno pensa di investire o di mettere in atto strategie che riguardano il mercato italiano e ciò comporterà una grande flessione economica che si ripercuoterà, naturalmente, su tutta l’economia del nostro Paese.

Ed una domanda sorge spontanea di fronte al quadro “apocalittico” del settore dei giochi: ma visto il Decreto Dignità, sino ad arrivare al bando delle scommesse, esisterà veramente la volontà del Governo Giallo-Verde di riordinare il gioco pubblico? Il dato certo che è emerso recentemente è che del gioco pubblico anche questo Esecutivo sembra chiaro non possa farne a meno: vedasi a tale proposito gli aumenti che (insieme a quelli più che recenti) sono stati aggiunti nel “Decretone” relativo al reddito di cittadinanza ed a Quota 100, dove si dichiara che si ricorrerà a “nuove risorse provenienti dal gioco” per riuscire a portare a termine i programmi, previsti e promessi in campagna elettorale dai due schieramenti che gestiscono il nostro italico Paese. Il riordino, poi. era stato annunciato per il mese di febbraio di quest’anno: ora, si è già un poco stretti con i tempi poiché il Paese risulta impegnato in ben altre problematiche. E non è che la tematica del gioco sia di poco conto, considerati i 100 miliardi di euro di raccolta e gli oltre 10 miliardi di euro che vanno incamerati dall’Erario, ma anche su questo riordino, tanto ventilato ed annunciato ma ancora non scritto, esistono veramente tante perplessità ed incertezze ed una serie di provvedimenti che, purtroppo, producono invece che utili solo e soltanto instabilità per chi deve investire e pianificare programmi.

La Redazione

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