Il “caso Italia” lascia tutti sbalorditi a Malta. No all’Easg Conference a Roma

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Il “caso Italia” lascia tutti  sbalorditi a Malta. Si sarebbe dovuta tenere a Roma tra due anni  la XIII edizione dell’European Conference on Gambling Studies and Policy Issue appena conclusasi a Malta.  Meglio conosciuta come Easg Conference, dal nome dell’organismo organizzatore European Association for Gambling (Easg), rappresenta il punto di riferimento in Europa per quanto riguarda gli studi sul trattamento del gioco patologico e sulle politiche di gioco responsabile. Fino ad oggi gli organizzatori dell’evento avevano preventivamente individuato in Roma la prossima tappa, non avendo ancora toccato l’Italia, nonostante il mercato del gaming tricolore rappresenti uno dei più avanti dal punto di vista regolamentare e della sicurezza dei giocatori. Così non sarà, perchè, paradosso dei paradossi, l’Italia risulterebbe troppo regolamentata. La colpa sarebbe dell’ormai noto decreto Dignità che vieta completamente ogni forma di promozione e sponsorizzazione alle società di gioco. Il risvolto della medaglia è che si  finisce per impedire anche l’organizzazione di eventi di questo tipo, nonostante il loro carattere scientifico e l’approccio orientato allo studio, alla prevenzione e all’adozione di strumenti di tutela dei giocatori.

“Incredibile!” ha dichiarato stupito il responsabile dell’Easg Peter Remmers, e l’Italia diventa subito un “caso” di cui parlare considerando che il tema principale dell’edizione di quest’anno era proprio sull’informare o il vietare, come metodo di prevenzione e lotta alla ludopatia. Inoltre, tra i temi da sempre affrontati, in ogni edizione della sua conferenza, c’è anche quello del finanziamento da parte delle stesse società di gioco di studi mirati alla prevenzione delle patologie, che in molti considerano naturale oltre che indispensabile, mentre altri preferirebbero evitarlo se non addirittura abolirlo. E a quanto pare in Italia ad impedirlo ci ha pensato proprio il Decreto Dignità. A meno che non arriveranno interpretazioni diverse da parte delle autorità competenti, andando a risolvere uno dei principali paradossi dovuti alla legge.
D. Pellegrino

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