Il gioco in Sicilia vede le stelle. Cinque.

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L’esito delle elezioni nazionali in Sicilia non ha riservato novità o colpi di scena. L’escalation del Movimento 5 Stelle già aveva avuto una prefazione nelle elezioni regionali del 2017, secondi con un onorevole 34.70 %, ora però alla luce di una conclamata affermazione è giunto il momento di dare al via  ai progetti prospettati in campagna elettorale.

Le posizioni sul gioco d’azzardo

Divergenti le posizioni sul gioco tenute dalle due principali forze politiche emerse. Differenti ma non opposte è bene precisare, soprattutto quando il nocciolo della conversazione riguarda la salute pubblica. Lotta alla ludopatia, questo il tema, in perfetta sintonia con quanto si sta concretizzando su tutto il territorio nazionale. Senza incidere, così sottolinea il centro destra, negli aspetti positivi afferenti l’economia e la socializzazione quando si tratta di gioco lecito. Forte presa di posizione quindi, nonostante la poca enfasi dimostrata nei programmi elettorali, da associare alla netta esigenza di una sinergia negli interventi, ove tutti gli enti, pubblici e privati, devono intervenire e fare la propria parte. Non vanno accantonate le appetitose e ingenti entrate erariali da affiancarsi all’inevitabile incremento occupazionale dovuto alla realizzazione di nuove strutture.

Pentastellati più “comunicatori“, con pianificazioni ad ampio raggio circa la necessita di affrontare la ludopatia, regolarizzando il settore togliendo il terreno fertile alla criminalità organizzata costituito dal gioco illecito e clandestino.

Il Movimento 5 Stelle e i giochi

Basta dipendenze, questa la parola d’ordine traslata nei vari incontri tenutisi dal movimento. Lotta strenua al gioco illecito generatore di dipendenze, con ogni mezzo e azione. A partire dalle scuole, con massicce campagne di informazione e sensibilizzazione sulla necessità di una tessera individuale per interdire il gioco ai minori. E poi stop alla pubblicità che abbia oggetto casinò online e siti di scommesse, creando al contempo maggiore chiarezza in questo ambito troppo nebuloso e difficile da gestire. E infine, ultimo punto ma solo in scaletta, totale abolizione delle slot machine e dei concessionari.

Chi paga il conto?

Sarebbe a dire, dove troviamo i soldi per integrare il mancato guadagno derivante dal settore del gioco? Per non parlare delle ovvie ripercussioni occupazionali, nervo scoperto sempre presente in ogni talk show televisivo nell’ultimo periodo. Bella gatta da pelare, tanto più in concomitanza dell’autorizzazione dei nuovi casinò online a partire da gennaio. Posizioni troppo diverse che possono trovare un concreto punto di incontro solo attraverso una attenta regolamentazione, priva di interessi e posizioni faziose.

Giancarlo Portigliatti B.

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