Il gioco legale pronto a scendere in piazza. Unica richiesta: riaprire.

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Tutto pronto per il comparto del gioco legale che scenderà domani in piazza a Roma e Milano. Dopo 223 giorni di chiusura a causa dell’emergenza Covid, l’unica richiesta è quella di riaprire le attività per non fallire completamente. In totale in Italia gli esercizi commerciali (tra sale giochi, sale scommesse, sale slot, sale bingo) regolati dalle concessioni statali interessati dai Dpcm sono circa 12 mila per un totale di circa 150 mila posti di lavoro a rischio tra occupati diretti, dipendenti dei concessionari e lavoratori dell’indotto. Ma il numero arriva a 400mila persone se si prende in considerazione il disagio vissuto in ambito familiare. La patata bollente ora passa al nuovo governo Draghi. Gli esercenti del comparto chiedono di riaprire le attività dove, per garantire la massima tutela sanitaria, adeguandosi alle normative, hanno investito ingenti quantità di tempo ed importanti risorse economiche.

L’intero mondo del gioco legale si ritroverà per questo in piazza il 18 febbraio sotto i vessilli di ATI Gioco Lecito, sostenuta dalla principali associazioni di categoria (Acadi, Anib, Astro, Confederazione Giocare Italia, EGP-Fipe, Federbingo, FIEGL Confesercenti, Sapar, S.G.I ). Già confermata l’adesione di oltre 170 imprese, tra esercizi pubblici, Sale Bingo, Sale scommesse, Sale videolottery e gestori di apparecchi. “Abbiamo ritenuto di dar vita a questa associazione temporanea – spiegano i promotori – al fine di amplificare il grido di aiuto delle imprese del settore del Gioco Lecito, con l’obiettivo di organizzare iniziative volte alla sensibilizzazione delle Istituzioni per chiedere per le imprese e i lavoratori la stessa dignità riconosciuta ad altri settori del commercio e dei servizi, nonché ad altri comparti del Gioco Legale”.

“In aggiunta a ciò – fanno sapere sempre gli organizzatori della manifestazione – a ulteriore garanzia di lavoratori, clienti e fornitori, alcune delle principali Associazioni di categoria, con il supporto delle Organizzazioni Sindacali e dei Concessionari di gioco legale, hanno autonomamente sviluppato adottato dei Protocolli di Sicurezza Sanitaria contenenti misure di prevenzione e contenimento del virus ancor più restrittive rispetto a quelle previste dai Dpcm e dalle Linee Guida emanate dalla Conferenza delle Regioni, volte a ridurre ulteriormente il rischio di possibile contagio e consentire la fruizione dei prodotti di gioco all’interno delle sale in piena sicurezza”. (https://www.policymakermag.it/fact-checking/covid-gioco-legale-piazza-18-febbraio/).

Per onore di cronaca tuttavia bisogna ricordare che anche le attività di gioco hanno beneficiato dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Ristori oltre ad altre agevolazioni per Partite Iva e l’annullamento degli acconti PREU per il bimestre gennaio/febbraio, in scadenza il 28 gennaio; “il 13 febbraio e il 28 febbraio sono annullati e l’importo dovuto a titolo di PREU è versato integralmente entro il 22 marzo 2021. Lo ha previsto l’Agenzia delle Dogane con la determinazione n. 24769 del 22 gennaio 2021: in considerazione della sospensione totale della raccolta tramite apparecchi da intrattenimento, gli acconti PREU per il bimestre gennaio/febbraio sarebbero di gran lunga superiori ai versamenti effettivi, causando, per tale bimestre, la necessità di riconoscere successivamente lo scomputo dell’eccedenza dai versamenti dovuti per i bimestri successivi” (https://www.ipsoa.it/documents/fisco/dogane/quotidiano/2021/01/26/preu-annullati-acconti-bimestre-gennaio-febbraio).

La Redazione

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